Mi piace la poesia.La poesia è sogno, è tristezza è gioia ma è vita.
Amiche e amici cari,
i giorni passano in fretta,gli impegni non lasciano spazio a dolci pensieri e al riposo quanto mai necessario.Quante cose avrei voluto raccontarvi,dire di me, di quanto ho visto e vissuto in questi ultimi mesi. Rimangono solo appunti, fotografie che spero ricordare dove scattate. Ricordi che sulla carta vanno sbiadendo.Quanto avrei voluto essere vicino a voi o almeno richiamare la vostra attenzione ed aver il vostro affetto sincero attraverso un commento. Perdonatemi amici,ho sempre detto "vi racconterò" e ogni volta pronto a farlo, pronto a rivedere le bozze, mi sono fermato.Altri impegni mi hanno distolto da essere con voi. Impegni di lavoro, non di amori, non di avventure( il tempo per quelle è passato da tanto).Il lavoro mi impegna forse più del necessario,ma è valvola di sfogo, mi ha aiutato a superare un periodo difficile della mia vita. Periodo in cui gioia , dolore, felicità amore erano il vivere quotidiano.Sono rimasti molti ricordi belli, tanti brutti che ancora fanno soffrire. Ma si va avanti con fiducia e con i sogni.I sogni mi fanno immaginare, vedo dei targhets lontani , sogno per questi e vivo.So già che molti non potro' raggiungerli o ottenerli, ma provo, non rinuncerò mai.
E ora carissime amiche e amici, è grande il desiderio di abbracciarvi tutti con affetto, stringervi a me, baciarvi una ad una, uno ad uno e dirvi grazie di essermi vicino.E con l'abbraccio chè è augurio di buona fortuna,di salute, di felicità di amore nella vita e nella famiglia , sussurro BUON ANNO-HAPPY NEW YEAR 2008.Ancora un bacio.
Silyong, .....29 Dicembre 2007
Karatsu e Hakata

Ho dormito a Saga. E’ una città nell’isola di Kyushu, a circa due ore da Fukuoka; è famosa per la ceramica, la cui tecnica è stata importata dalla Cina e dalla Korea nei secoli scorsi.Il lavoro mi ha portato ancora una volta in Kyushu, la grande isola meridionale del Giappone, dove Nagasaki , città conosciuta per un fungo che la distrusse,ora è famosa per i cantieri navali e per le industrie. Ho parte della mattina e tutto il pomeriggio del sabato disponibile. Andrò a visitare Karatzu e il suo castello. Ritornerò a Fukuoka nella tarda serata e domattina riparto per la Korea con la nave.
Il pulman di linea non fa fermate intermedie e in un’ora sono a Karatzu.La baia è bellissima e da lontano si vede la sagoma del bianco castello sullo sfondo azzurro del mare e del cielo.
Il castello fu costruito agli inizi del 1600 su una collina, poi separata dall’isola di Mitshusima da un canale costruito dall’uomo.E’ quindi un castello fortificato in riva al mare :Il tempo lentamente e l’incuria lo avevano distrutto,negli ultimi anni èstato riscostruito e riadattato a museo della storia locale.E’ il simbolo della cittadina. A questo castello venne dato il nome di Maizuru che significa dancing crane, ma che nella trasposizione delle parole in realtà veniva definito il “castello della gru danzante”.E’ bellissimo nell’archittettura semplice e tradizionale. Le scale di legno sono state sostituite con scale in cemento e nelle sale bacheche e vetro proteggono i reperti.Di particolare interesse del vasellame antico in porcellana con disegni di fiori e di uccelli.Armature e vesti di antichi samurai e guerrieri attirano la curiosità dei ragazzini delle scuole nelle loro divise da marinaretti.
Tre piani, e dall’ultimo la balconata esterna è sempre affollatissima per guardare e fotografare un paesaggio bellissimo verso il mare e verso le montagne vicine.
Decine di foto a ricordo di questo viaggio . Sosta per colazione in un ristorante sul mare.Separè addobbati con semplicità ma molto belli. Seduto sul pavimento riscaldato, la ragazza indossava kimono semplice ma molto bello, calze bianche con dita e ciabattine colorate, mi ha servito subito un te caldo. E poi...e poi sushi naturalmente con sakè.Le pietanze in bellissime stoviglie decorate, le bevande in bicchieri e tazze di ceramica dalle forme molto belle. Mangiare cosi sembra che il cibo acquisti sapore .
Nel ritorno a Hakata con l’ express bus si segue la costa ,e il paesaggio verso il mare con il sole al tramonto è bellissimo.Arrivo in albergo con il buio; la doccia mi toglie la stanchezza. A due passi c’è il ristorante italiano “La Manina” al quinto piano del Riverain.
Sulla locandina sotto il nome del ristorante è scritto:”il nostro obiettivo è soddisfare le aspettative del cliente”.Sono venuto dall’ITALIA.
Mangio mozzarella , pomodori e rucola. Spaghetti con le vongole e poi formaggio grana padano tagliato a fettine(ho detto che lo devono servire a scaglie). Bevo vino bianco di Iesi .Correggo a matita alcune parole italiane scritte del menù.Ne terranno conto nella ristampa, ha detto lo chef..Tutti giapponesi, ho chiesto dell’italiano:non l’hanno mai visto e non sanno chi è. Cosa strana.: gli spaghetti li portano a tavola accomodati su un quarto di forma di grana padano.Da qui li mettono poi nel piatto e riportano il quarto di forma in cucina. Il conto circa 50 euro in yen, non è tanto caro per il giappone.
Soddisfatto della giornata, ritorno in albergo, camera 404 .E’ora di dormire.
Silyong
( da Hakata,16 Dicembre 2007)