Mi piace la poesia.La poesia è sogno, è tristezza è gioia ma è vita.
...GIAPPONE..
La pioggerella quotidiana annuncia che la stagione dei monsoni è in arrivo. I tifoni che nascono nel Pacifico tra qualche settimana, colpiranno anche le coste del Giappone e infilandosi nel Mare dell’Est
qualcuno arriverà in Korea.
Per tutto il mese di Luglio avremo pioggia intercalata da qualche ora di schiarita e di sole.La gente uscirà ogni mattina con l’ombrello.
Questa sera ,dal 24.mo piano dell’albergo “Granvia”vedo la città di Osaka illuminata.E’ uno scenario stupendo di luci e colori che si confondono in un cielo in parte nuvoloso.Questa notte pioverà.
Come al solito mi sveglio presto e quando suona la sveglia sono già pronto per uscire.Check out veloce e sono in strada.Pochi minuti di cammino e sono a Osaka Station. Da qui partono centinaia di treni al giorno ,a breve percorrenza,ed è centro di smistamento per altri treni importanti. C’è una seconda stazione ed è quella del Shin-Osaka , stazione dei treni Shincansen superveloci a lunga percorrenza. E’a qualche chilometro di distanza dalla prima, giusto alla periferia della città, la si raggiunge in trenino.
Ieri sera ho prenotato un posto sul treno “IKARI” (l’antico Icaro),bullet train come lo chiamano qui,diretto a Tokio. Un’ora di viaggio e sono a Gifu- Ashima, stazione di smistamento per altri linee che attraversano il Giappone verso l’interno e verso la costa occidentale. Attendo circa 10 minuti e arriva un trenino tutto rosso con 8 vagoni, mi sfila davanti e salgo sull’ultima carrozza.Una carrozza, la n. 6 sopra le porte ha scritto in caratteri grandi “ women only” in inglese e giapponese.
Mi ha colpito questa scritta , ma mi hanno spiegato che la carrozza dedicata alle donne è fatta per proteggerle dalle molestie di qualche ubriaco quando viaggiano di sera o di notte.Mi ha dato la sensazione di apartheid invece che di protezione.
Il trenino è quasi vuoto, pochi passeggeri salgono con me, è facile trovare posto a sedere,ma appena seduti, chinano il capo, chiudono gli occhi e si addormentano. E’ routine per loro, ogni mattina e ogni sera rifare il percorso il treno.Sono stressati? Sono stanchi? È il movimento o il rumore sulle rotaie che fa addormentare ? Non so cosa dire, ma la gente nelle stazioni è sempre di corsa, sempre affannata per prendere una coincidenza, per arrivare in orario.
Un uomo sale e siede di fronte a me.Da una borsa toglie un involucro di carta e da questo due palle incartate a loro volta. Sono curioso e lo scruto sbirciando .Addenta quasi con voracità una prima palla grossa come un pugno: è di riso ricoperta con alga marina e sembra ripiena di verdure.
Avverto anched l’odore del tonno. Lentamente addenta e la mangia .L’altra la ripone della borsa. Probabilmente è la colazione o forse il pranzo. Nelle piccole aziende non esiste mensa, e nell’ora di sosta dalle 12 alle 12.45 si riuniscono in un unico locale ed ognuno mangia ciò che si e’ portato da casa.
Una ragazza di circa 16 anni,circa, si siede accanto a me,toglie un libro dallo zainetto e da questo sfila una lettera. Una lettera d’amore forse,perchè vedo intercalati tra i caratteri della scrittura giapponese alcuni cuoricini. Deve aver letto la lettera tante volte, il suo viso e’ dolce, mi sembra di intravvedere un sorriso nelle sue labbra... chissà cosa pensa in questo momento.
Quale strano contrasto tra caratteri antichi giapponesi e i disegni dei cuori, disegni moderni direi.Chissà quando è stato disegnato e da chi, il primo cuore della storia che anche noi da giovani abbiamo disegnato spesso trafitto da una freccia.?Chi di noi non l’ha fatto?_
Salgono nella stazioncina succesiva un gruppetto di ragazze ragazzi di scuola media,vestiti con la divisa scolastica.I ragazzi pantaloni e giacchetta grigia con camicia e cravattino, le ragazze una
minigonna blu a pieghette,calzettoni bianchi, giacchino blu con colletto alla marinara. Sono tutti carini e noto una particolare attenzione di un ragazzo verso una coetanea che si appoggia ogni tanto al suo braccio. Pruriti d’amore......., si chiamano ancora cosi?.
Guardo il paesaggio.Risaie e colline verdi, case basse e piccole, stradine strette. Moltissime case sono costruite in legno ed hanno una appendice al piano superiore, forse la stanza dove dormono i genitori.
Con la pioggia i campi di riso sembrano effettivamente degli acquitrini . Tanti aironi, bianche sagome immobili nel verde sembrano guardare il treno che passa.
Sono arrivato, scendono con me gli studenti,la ragazza della lettera e l’uomo con una palla.,,,, in in meno.
Sono a Kasamatsu, una piccola cittadina con alcune industrie tra le quali una grande e importante nel settore della costruzione di generatori elettrici di potenze tali da illuminare delle piccole città.
Sarò tutto il giorno impegnato con dei test e delle prove su generatori che sono destinati a una nave in costruzione.
Un altro altro trenino rosso della linea Kaemitsu mi porta a Nagoya, città antica ,città ora moderna,città di mare ,con industrie automobilistiche e motoristiche famose e con un bellissimo aeroporto costruito su un’isola artificiale a circa 40 minuti dalla città.E’ l’imbrunire sotto un cielo coperto da nuvole scure.
Sono lieto di tornare a Nagoya dopo diversi anni di assenza. Incontrerò Nina, i suoi figli Pedro e Paolo tifosi uno del Real l’altro del Milan ai quali avevo regalato 4 anni fa le magliette delle quadre. Incontrerò il marito un uomo mingherlino e quieto che si occupa di finanaza e che mi aveva chiesto consulenza per il noleggio di una nave per un suo cliente.
Nina, una dolcissima donna nata da genitori giapponesi trasferiti in Perù dopo la guerra e ancora la residenti. Lei , da giovane era ritornata in Giappone per completare gli studi e poi sposarsi secondo tradizione. Parla naturalmente lo spagnolo che lo ha insegnato ai figli. Spesso abbiamo conversato in spagnolo, il mio certamente non buono come il suo,e la corrispondenza spesso è in inglese con intercalate frasi nella lingua andalusa.
Sono felice di incontrali questa sera. Saro’certamente commosso, avremo una buona cena con cibi giapponesi. Sarà una bella festa con una famiglia di amici a me cari.......
.......E a voi care amiche ed amici un buon pomeriggio. Ciao
Silyong
( Maggio 2007 da Osaka e Nagoya)


Rieccomi in Korea. E' come un ritorno a casa, un ritorno alla normalità delle cose, del lavoro, degli affetti.
E' bello ritrovare le persone care, è bello ritrovare gli amici e i colleghi di lavoro.E' bello fare programmi per il fine settimana. E' bello incontrare nuovi amici .La vita scorre attraverso momenti fatti così.
Troverò il modo di raccontarvi nei prossimi giorni come avevo promesso.La vostra affettuosa amicizia mi ha seguito su e giù per il Giappone e ora continua ancora più forte mentre mi trovo a Seoul, Ulsan, Busan,Kionju, città a me care dove lavoro e vivo e dove ho trovato i primi loto rifioriti con la nuova stagione..
Un abbraccio a tutti. Ciao
Silyong

Care e deliziose amiche, cari amici,
avevo promesso di scrivere dei miei viaggi. Purtroppo non trovo il tempo e la sera quando sono in albergo, credetemi, sono stanco.Spero la settimana prossima di raccontarvi con un sunto le ultime 3 settimane di vita e lavoro in Giappone.Ho previsto di essere in Korea per la fine della prossima settimana ,

al più tardi.Ciao
Intanto godetevi delle foto che ho scattato in questi giorni.Ciao ,anzi SAYONARA!!!
Silyong
Rieccomi..

Amiche ed amici cari,il lavoro mi intrattiene oltre il previsto in Giappone. Ritornero’ in Korea verso la fine della settimana prossima.
Ho raccolto appunti,ho bozzato delle note su cio’ che ho visto e che desidero raccontarvi. Purtroppo sto girando senza sosta da una citta all’altra passando la maggior parte del tempo sui treni o sugli aerei.Ho poco tempo per scrivere purtroppo.
Ho rivisto città che non vedevo da alcuni anni, luoghi in parte cari perchè legati ad esperienze professionali importanti. E poi il paesaggio del nord, le pianure racchiuse tra le montagne nella zona di Yamagata,e le montagne con dei verdi splendenti .. Vi nomino solo alcuni luoghi tra loro distanti anche piu di mille chilometri: Sendai, Tendo, Yamagata,Koryiama. Iwaki con un parco bellissimo per bambini ma con lo sfondo le ciminiere delle grandi acciaierie. E poi Itachi, Kashima,Tateyama . Ho spesso dormito negli hotels vicini all’aereoporto di Tokyio(Narita). Piu a sud Nagoya, Osaka, Kobe, Gifu zona di industrie elettromeccaniche.E il volo recente dalla Korea a Toyama la prima città del Giappone che visitai arrivando in volo nel 1999 sotto una bufera di neve. Oggi sono a Kakogawa cittadina dove le grandi industrie dell’acciao hanno sede da moltissimi anni.E domani? Domani sono a Kobe e poi ancora su verso il nord.
Ancora una settimana di girovagare e poi una breve sosta in Korea., Ho deciso che ai primi di Luglio ritorno in Italia per tre settimane e poi ritorno in korea per un nuovo progetto.
Nel frattempo vi reccontero’ di me. Un abbbraccio affettuo accompagnato da un bacio. Vi leggo e vi seguo sempre con affetto.Ciao,
Silyong.
(da Kakogawa, 6 Giugno 2007)