Mi piace la poesia.La poesia è sogno, è tristezza è gioia ma è vita.
.....Son tornato..
Lontananza che lacera il cuore
che muta pensieri d’amore
che cambia sentimenti ,
non ti appertengo ora.
Son tornato per te,
voglio stringerti ,baciarti,
averti ,prendimi subito
felicità da tanto desiderata.
Son tornato da te
desiderio d’amore sopito
mai dimenticato
vissuto, in silenzio e sognato.
Sei ancor più bella
capelli raccolti,occhi luninosi
sorriso dolce, parole
che non sono d' amore.
Da lontano raccontavo
questo amore,ti amavo
nella solitudine della notte
le mani ti carezzavano,
nuda giacevi nei pensieri
accanto il tuo respiro,
l’ansimare del piacere,e
ti amavo così , ero tuo .
Son tornato da te,
abbraccio ora negato,
bacio appena sfiorato,
amore antico dove sei?
Son tornato da te, volevo
un abbraccio un bacio
una carezza,esser vivo
volevo amare solo te.
Ritorno lontano, una piaga
nel cuore ,sentimento
lacerato, mi chiedo perchè
amare mi e’ negato?
Ritorno lontano son triste
ti prego...stringimi la mano
chiedo solo un po’ d’amore
chiedo ancora vita.
Silyong.
..tu,come farfalla..
..tu, come farfalla libera
in volo con spensieratezza.
Tu, come farfalla decidi
il fiore da scegliere,
su quale posarti per vivere,
da quale succhiare il nettare
e inebriarti,mai sazia di vita
mai sazia d’amore.
Tu, come farfalla voli su
altro fiore e poi ancora
su altri per un solo istante
per un momento di gioia
Tu, come farfalla cerchi il
fiore che ti possiede alla fine
tra i suoi petali con amore,
e sei sua per sempre.
Vorrei essere ancora una volta
quel fiore,ancora una volta tuo.
Silyong
Viaggio di ritorno.
Come sempre, come ogni volta che devo partire , la notte prima del viaggio non riesco a chiudere occhio.Ho già i biglietti, devo solo fare il check e all’aereoporto di Ulsan sono solleciti e ben organizzati .Nonostante ciò sono in aeroporto due ore prima della partenza. L’aereo della KAL è full. Sorriso all’imbarco e una serie di quotidiani in inglese è disponibile all’ingresso per gli stranieri.
Il bagaglio lo ritirerò direttamente all’arrivo a Ancona,il pc nella sua custodia mi farà compagnia, ma ho deciso di non utilizzarlo,vado in “vacanza”.
A Seoul ,aeroporto “ domestic”. Un grande movimento di passeggeri ogni giorno.Il passaggio pedonale verso la fermata degli autobus per l’areoporto internazionale di Inch’on, è regolato da una giovane hostess in divisa con un graziosissimo cappellino rosso che invita i pedoni ad attraversare di fretta mentre con dei gesti ferma le auto in transito. L’autobus limousine della Kal percorre velocemente la superstrada costruita su terreno strappato al mare in questa zona ove le escursioni di marea marcano anche 7 metri ,e l’ingresso del porto di Inch’on è protetto da dighe e paratoie per non far arenare le navi ormeggiate in banchina.
Il controllo per la security è rigoroso,anche le scarpe sono controllate al metal detector, il pc aperto,tutto è visonato.Il successivo controlo dell’”immigration” non è da meno, alla fine un timbro sul passaporto e sono nella zona dei duty free e dell’imbarco.
L’airbus 747/400 è pieno, solo pochi stranieri ,qualche giapponese, il resto koreani.Sono seduto accanto a un manager che si reca a Roma e poi a Firenze in una famosa industria di avionica.
Parliamo del nostro lavoro e per buona parte del viaggio riposiamo.
All’arrivo esperimento ancora una volta l’enorme differenza di organizzazione negli aeroporti italiani,dove tutto è complicato ciò che altrove è semplice.Fortunatamente ho tempo per il volo successivo,non perdo l’areo per Ancona.
Finalmente a casa,sento gli odori di casa mia.Credo che anche noi come gli animali che marcano il loro territorio con propri odori, cosi noi marchiamo le nostre abitazioni.Sento gioia per il ritorno :
“Rieccomi con te amore mio,
rieccomi davanti a te.
Abbracciami stretto,baciami
Prendi ancora il mio amore.”
E provo nello stesso tempo angoscia, paura per il tempo trascorso lontani e per i giorni che verranno:
rieccomi davanti a te.
Stringimi forte,
non abbandonarmi mai,
dammi ancora gioia,
dammi un pò d' amore."
Silyong.
Care amiche ed amici,
domani riparto per l' Italia per qualche giorno di riposo e per programmare nuovo lavoro. Un abbraccio affetuoso a tutti e vi racconterò del viaggio e di altro. Grazie della vostra vicinanza affettuosa in questi 7 mesi trascorsi in Korea.Bacione
Ciao Silyong.
Visita a Tongdo-sa
E’ una bella giornata di sole,ho voglia di immergermi nella natura, ho voglia di quiete.Forse ho bisogno di riflessione e ritrovarmi con me stesso. Il tempio di TONGDO-SA è a metà strada tra Ulsan e Busan,trenta minuti di autostrada con tante telecamere pronte a fotografarti se corri a più di 100 , ed è la mia meta questo pomeriggio.
Tongdo-sa, è il più grande tra i più famosi templi buddhisti in Korea. Fondato nel 646 AD nel 15.mo anno del regno della regina Sundeong della dinastia Silla, conserva alcune reliquie e i vestiti del monaco Chajang, diventato poi Buddha, e che erano sparsi nel paese.
In questo complesso sono stati costruiti nel tempo 65 edifici che raccolgono all’interno tesori e scritture antiche su legno.Le informazioni dicono che qui vivono quasi 900 monaci..
Tongdo-sa significa “centro della verità e di redenzione del mondo”.Per visitare i 13 siti facenti parte del tempio ,lo scorso Ottobre ho impiegato quasi un giorno con spostamenti in auto e a piedi tra vallate e colline, tra boschi di pino rosso e torrenti percorrendo sentieri tra le azalee ancora in fiore.
E ogni volta è una nuova scoperta ,anche di piccoli particolari sui quali non mi ero soffermato. Le pareti esterne dei templi sono divise, per motivi strutturali e di costruzione in pannelli con superfici intonacate e poi dipinte con figure che raccontano la storia del buddhismo .Uno di questi templi è dedicato a Myeongbujeon un Maitreya Bodhisattva, che non volle diventare Buddha sintanto che nel mondo esistevano persone da redimere. Questo tempio e’ meta di molti fedeli che pregano per la rinascita dei loro antennati in paradiso. Sull’esterno del tempio, su un pannello, è dipinta una barca.Il dipinto è ormai antico e l’ho trovato molto bello e mi ha affascinato,è chiamato YONGSON(labarca del drago).
Vedendo la barca la mia deformazione professionale mi ha incuriosito , sia perchè la prora ha una bellissima testa di drago, sia per la quantità di persone che risultano imbarcate.Ho pensato ad una nave traghetto/ passegeri dell’epoca e la storia mi ha portato a ricordare Caronte e Dante che forse già sapeva di buddhismo.
Vi ricordo inoltre che su molte imbarcazioni da guerra ,la testa del drago sulla prora incuteva paura. Nella “ turtle ship” per esempio,nave corazzata di cui avevo raccontato nel mio post del 10 Gennaio (storia dalla Korea n. 23) ,dalle fauci della testa del drago usciva fumo, prodotto da un fornello sistemato all’interno della nave, fumo che doveva intimorire il nemico credente nelle superstizioni.Il drago doveva incutere paura!
E la barca con tante persone a bordo, indica il traghettamento dalla vita terrena alla seconda vita in paradiso.Molti passeggeri guardano avanti con speranza, altri guardano indietro ai parenti ancora in vita quasi in un ultimo saluto, quasi a non voler recidere il legame con i cari ancora vivi.
Vi è quindi ancora dolore nella loro anima. E il quasi Buddha è pilota e conduce le anime salvate verso il cielo,su una barca che è segno di forza come il drago lo è, una barca sicura.
E’ questa l’ interpretazione del dipinto datami da un giovane monaco( ex studente) che parlava un po’ inglese.
Ora rifletto: Quanti viaggi dovrà fare questa barca per portare in salvo le nostre anime?.Spero che non affondi mai, e che ci sia sempre un posto disponibile.Il trasporto non si paga hanno detto,bisogna meritarlo, e noi credo, avremo bisogno di questa barca alla fine della nostra vita.
Ecco come racconto di un sabato pomeriggio trascorso nei templi ove natura, cultura antica, religione,riescono a fondersi con un effetto meraviglioso.
Ciao.
(Tongdo-sa,Yangsan-Shi, 7 Aprile 2007-vigilia di Pasqua)
8 Aprile : Pasqua in campagna...
E’ domenica, la giornata si presenta serena, un vento leggero ha pulito il cielo durante la notte.
Nello zaino due panini,una birra, della cioccolata amara, bottigliette di acqua e naturalemente
il K-way e un maglioncino. La meta è Unmunsa in una vallata tra le montagne a due ore di auto.
Unmunsa è un tempio/scuola/seminario per novizie buddiste. L’ho visitato altre tre volte .L’ultima volta sono rimasto incantato ad ascoltare il suono del grande tamburo percosso da una giovane monaca,mentre faceva esercizio, in un ritmo sempre crescente con movimenti da batterista jazz.
La salita verso la montagna e poi la discesa a valle è lenta, voglio godermi il paesaggio dove vi sono nel basso piante di ciliegio in fiore e azalee nella parte alta ,verso la cima.
Eccomi, sono arrivato all’ingresso della vasta area destinata al tempio.Vengo fermato da un giovane e scopro che fa passare solo le auto condotte da buddisti che esebiscono una tessera. Chiedo di passare, il tempio è a circa 2 chilometri, ma il giovane mi risponde che passano solo i buddisti che hanno il permesso.Mi pare una discriminazione religiosa affermando che solo i buddisti possono passare con l’auto.Naturalmente mi infiammo,non era mai successo di vedermi negato l’accesso.Giro l’auto, mi fermo vicino al giovane, apro il finestrino.Ora non sorride più, dopo le poche parole dette in inglese, in italiano, in triestino , emiliano e marchigiano, in siciliano non so ancora come si dice. Mi sono ripromesso di cancellare le visite a questo tempio.
Decido allora di rivedere il lago Unmunho poco distante. Il lago è bacino idrico per la citta di Daegu,città di quasi 4 mil. di abitanti.Il livello dell’acqua è un po’basso,piove poco in questo periodo,ma nel mese dei monsoni le piogge lo riempiranno.
Una strada lo percorre per tutto il perimetro,ciliegi in fiore adornano la strada.Un posto bellissimo, se fosse in Italia sarebbe tutto cementifcato!!!!.
Vedo il colore rosa dei peschi in fiore e’ un panorama bellissimo. Lungo il persorso vi sono tante piccole fattorie ed ognuna ha i propri pescheti. Mi fermo all’ingresso di una fattoria e mostrando la macchina e parlando inglese che intanto non capiscono,chiedo di fotografare. Sono felici ,lui e lei anziani contadini mi parlano in koreano ed io annuisco .Dopo qualche foto mi siedo su un ceppo e guardo cio’che fanno. L’uomo tiene vivo del fuoco sotto un grande pentolone,lì all’aperto e la donna con pazienza,è il lavoro che fa da sempre,pulisce delle verdure di campo.Poi quasi trascinadomi e spingendomi ,l’anziana donna mi dirige verso un recinto all’estremità del campo. Galline, due caprette nane con piccoli, conigli e... un bellissimo gallo, che forse mi scambia per gallina e alza la testa e la cresta..Fotografo tutto e la donna sorride contenta..
Ritorno vicino al fuoco. Un pollo appena ucciso viene “sbollentato” e subito spennato. Detto e fatto vengo invitato a pranzo, mentre il pollo finisce in un’altra pentola con acqua bollente e verdure.Acetto con curiosità più che per appetito, curiosità di entrare nella loro casa, di vedere di scoprire cose nuove.
In attesa, il padrone esce con due bicchieri e una bottiglia piena di liquido bianco. Non faccio fatica a capire che si tratta di macallì un distillato di riso fermentato, antica bevanda contadina che si beveva mangiando delle frittelline di verdure (cigim).
La stanza è piccola,unico segno di modernità, una pentola a pressione elettrica per cucinare il riso(papsot),di quelle modernissime che parlano quando inizi la cottura e ti avvisano quando il riso è cotto.L’arredamento è povero e la copia anziana continua vivere secondo le tradizioni, salvo il telefonino che la donna stava usando in quel momento.Su una parete una foto antica che l’uomo mi indica, capisco che è il ritratto del padre defunto.Su un ripiano una piccola statua di Buddha con bastoncini di incenso ormai spenti.
Seduti, sul pavimento, gambe incrociate e... ancora macallì per un brindisi prima di iniziare,è tradizione brindare prima e durante il pasto.Una ciottola di riso,in un’altra più grande il pollo bollito fatto a pezzetti, dove ci si serve tutti. Un pezzetto di pollo,lo si tocca nel sale contenuto in piattino e buon appetito.Verdure di campagna bollite e condite con salse, sono di contorno insieme all’immancabile Kimci. Il pranzo è rumoroso fatto di risate,di gesti che stimano la bontà del pasto, e ancora macallì e risate di soddisfazione.Si è insaurato tra noi un rapporto caldo sincero bello ma sempre di massimo rispetto. Poi ancora all’aperto,L’uomo mi fa vedere il piccolo trattore e vuole che ci salga e lo metto in moto.Non ho timore e il rumore del motore disturba la quiete e il silenzio del momento.
Mi complimento con lui sempre a gesti e parole che non capirà mai e io non capirò le sue. Mi fa una foto sul trattore ,una foto seduto con lui sotto un pesco.
L’uomo sorride, un paio di denti non ci sono più, ma è simpatico gioviale ha età avanzata e cammina claudicando, un ginocchio gli ha fatto cilecca. Ma sopratutto sembra molto contento di aver un amico italiano.Chissà cosa racconteranno di me ai vicini o ai figli che abitano lontano dopo avermi avuto al loro tavolo..
E’ stata una bella esperienza, ancora una volta la cortesia, la dolcezza, la disponibilità della gente semplice mi ha conquistato. Sono sicuro che tornero’, non so quando , ma tornero’ portando loro un dono dalla città.
Una stretta di mano vigorosa e lunga con l’uomo, poi cerco di baciare sulla guancia la donna(so che la loro tradizione non accetta questo).Ci provo, lei si ritrae quasi scandalizzata. Non baciano ed abbracciano nemmeno i figli quando si rittrovano,figuriamoci se bacia uno straniero, davanti al marito poi..A malapena riesco a stringergli la mano .E’ il saluto affettuoso a nuovi amici trovati per caso oggi, in una strana giornata di Pasqua che senz’altro ricorderò..
Ora è il rumore della mia auto che disturba la quiete del luogo mentre riparto verso il caos della città.
Guido in silenzio e ti penso.
Ti immagino bellissima con
fiori di pesco tra i capelli e
ricordo il fiore di orchidea
sui capelli, sulla barca
sul fiume,e il tuo sorriso......
Desiderio di averti con me,
oggi e sempre,e vivere
nuove esperienze di vita.
Tienimi nel tuo cuore,
tienimi vicino....
sono sempre con te.....
Silyong
da Unmunho, 8 Aprile 2007.




Gita a Seoul
Due giorni di relax,due giorni lontano dal lavoro e dalle attività quotidiane.
Ho ancora tanti punti, accumulati nei frequenti viaggi , con le due compagnie aeree coreane: la KAL (Korea Air Line) e l’ASIANA. Ho usato una parte dei punti volando da Ulsan a Seoul all’inizio della settimana.
Impegni di lavoro, necessità di vedere degli amici, scambi di informazioni professionali e non e il desiderio di fare gli auguri pasquali agli amici dell’ambasciata.
Nessuna fretta nel programmare il viaggio e la permanenza se non quella di essere puntuale per la partenza dall’aereoporto di Ulsan.
Gentilezza, sorrisi,fanno parte del costume del personale di volo.Non sono cose dovute, è parte del carettere delle persone oltre che del bagaglio culturale delle hostess coreane.
Personale femminile molto elegante nell’ uniforme della compagnia aerea.Non ci sono stewards maschili in Korea. Nessun uomo dovrà mai servire o essere a disposizione di un’altro uomo,salvo per compiti speciali. E’ compito della donna servire... sempre.
In tutte le istituzioni, cominciando dalle autostrade, alle banche alla posta ecc. il servizio al pubblico sarà dato una donna sempre sorridente ed affabile.E’ antica tradizione.
Sull’aereo ho il posto 4F, finestrino,mi è stato assegnato senza chiederlo.
Conosco il paesaggio e nell’ora di volo ,quando la visibilità è buona, riconosco le citta’ al suolo e i fiumi.Mi sento elettrizzato, dopo tanto tempo provo la sensazione di essere in vacanza, di essere libero.
L’areoporto di Gimpo(domestic) a Seoul è alla periferia occidentale della citta’. Al posteggio dei taxi,quelli delle limousins, si scrive cosi?(taxi di lusso) mi vengono quasi incontro proponendomi l’auto grande e nera da Manager.
Rispondo con gentilezza che non mi piacciono le auto nere.Il nero non mi attira.I drivers ridono.
Un taxi normale,voglio un taxi normale e indico all’uomo l’indirizzo che mi porta in poco più di 30 minuti all’ambasciata. Polizia coreana in sorveglianza discreta all’angolo della strada,vicino il parcheggio riservato solo alle auto del personale dell’ambasciata. Riconosco delle auto che confermano la presenza delle persone in ufficio.Controlli dovuti all’ingresso, dove un maresciallo dell’Arma,molto cortese ,mi fa entrare.. Incontro così le persone che mi aspettavano nei vari uffici. Scambio di auguri scambio di informazioni,due chiacchere e poi una camminata sino al Centro di Cultura Italiano,lì all’angolo della strada dove ho appuntamento.E’ bello ritrovare le persone, che non vedi di frequente, è bello parlare nella nostra lingua, è bello sentire il personale locale che parla correttamente in italiano.E’ bello incontrarsi ricordando gli eventi che ci hanno permesso di conoscerci. Mi pare di sentirmi veramente a casa, a mio agio, mi sento bene con loro, sono tutti amici .
Programmi interessanti nell’agenda del Centro, mi sento coinvolto, mi hanno coinvolto in qualche attività: è il modo bello di partecipare ad iniziative in comune fuori dai canoni tradizionali.
Ma sono anche fortunato oggi!.In serata si inaugura una retrospettiva di Pierpaolo Pasolini. Molti films in visone nel mese di Aprile , qui a Seoul. L'evento sarà inaugurato dal nostro Ambasciatore.
Di fatto sono invitato all’inaugurazione che si terrà in serata e sarà proiettato il primo film della serie: ACCATTONE con il bravo Franco Citti .
E’ ora di pranzo quando esco dal Centro.Una corsa in taxi e sono alla Hoam Faculty House a Naksondae dove ho prenotato.Ora, libero da impegni,un’altra corsa in taxi verso Insa-dong la strada con i negozi di antiquariato e artigianato locale.Quanti ricordi in questa strada, ho voluto ritornarci, mancavo da Ottobre. Le ultime vicite a Seoul erano solo di lavoro e in giornata ritornavo.Mi fermo, e in un ristorantino zuppa di alghe, riso bollito e verdure, è il mio piatto di oggi ; una tazza di green tea alla fine del pasto, è parte della tradizione locale.
La zona è famosa , è il quartiere degli artisti. Visito tante mostre, una in particolare mi è piaciuta per i lavori , quelli di una giovanissima artista che usa la carta speciale coreana ricavata dalla paglia di riso, che la colora con maestria.. L’artista si presenta, mi complimento con lei,mi racconta del suo lavoro parlando in un buon inglese.
Il parco del Deoksugung Palace è vicinissimo .Una visita veloce, nulla è cambiato dall’ultima volta,il museo interno è in restauro.Ma oggi mi interessa la visita al Seoul Museum of Arts. In mostra le opere di Renè Magritte intitolata “’impero dei sogni” che sono esposte in 10 sale.L’esposizione è a due passi.
Ed ecco Magritte,pensatore forse più che pittore impressionista e surrealista. Bellissima la mostra come si può immaginare, che mi trattiene a lungo nelle sale davanti a opere stupende.
Sto perdendo la cognizione del tempo, la mostra mi affascina, ma devo correre al cinema/teatro ed essere in tempo per la cerimonia di inaugurazione.
Quanta gente,conosco nuove persone, ritrovo alcuni italiani conosciuti in occasione del 2 Giugno degli anni passati o di altre manifestazioni.. Mi intrattengo con l’ambasciatore di un paese africano e con dei funzionari di ambasciate straniere. E’ un bel modo di intrattenersi parlando un po di tutto e sopratutto del nostro splendido paese. Il bufet è ricco, prosciutto di San Daniele, parmigiano, e sopratutto vino rosso del Chianti. Si rinnovano gli auguri per la Pasqua ai credenti, si fanno altri auguri ai non...
All’evento cinematografico sono presenti giovani registi koreani, alcuni attori, uno mi viene presentato.E’molto simpatico ,abbigliamento trasandato, un berretto di maglia calcato in testa a coprire il cranio rasato. Ma ha un sorriso accativante e sincero. In attesa della proiezione, ridiamo e scherziamo bevendoci un secondo bicchiere di buon rosso toscano.
La sala e’ gremita, presentazione della figura di Pasolini da parte del Direttore del Centro Culturale, una bella presentazione,applausi e poi le luci vengono spente.
Avverto l’emozione dei coreani nel vedere il film, crudo nelle sue immagini,realistico nel tema conduttore, ma lontano dalla cultura di questo paese. Sono sicuro che sono rimasti impressionati e che torneranno a vedere gli altri films in programmazione nel mese.
Si riaccendono le luci, ci si saluta ancora.E’ tardi e i ristoranti sono ormai chiusi. Ne trovo uno aperto,di quelli che non chiudono mai come in una catena di montaggio. Zuppa piccante , verdure e anguilla arrostita, di meglio non trovo questa sera.
Decido di fare le ore piccole.E’ tanto tempo che non esco di sera e il taxi mi porta all’Hotel Crown.
Mi fermo al pub, c’è ancora musica dal vivo. Sgabellone davanti al banco di mescita, alto come un trespolo.Un gin tonic seguito da un secondo mentre chiacchero con un locale che mi chiede di dove sono.
Taxi, ancora una volta, ed eccomi nella stessa stanza ove avevo gia dormito in passato. Che strano e che combinazione, quanti bei ricordi mi accompagnano ora , mentre prendo sonno.
Oggi ,la nuova giornata è di sole anche se freddina.Di corsa a Yongsan nel quartiere dell’elettronica.Mi occorre un hard disk, lo trovo da 400 G, è mio per circa 100 dollari e poi taxi sino a Gimpo l’aereoporto di Seoul.
Il viaggio verso Ulsan è breve.Mi sento bene oggi, un po stanco per il camminare di ieri ma soddisfatto.Confesso però che non è piacevole girare e vedere le cose da soli.
Un bacione a tutti. Ed eccomi con voi tutti.
Silyong.
BUONA PASQUA
.......ANCORA UNA VOLTA..
Ancora una volta ti sei presa
parte del mio cuore,
ancora una parte della mia vita.
Ogni volta un dolore rinnovato
per una figlia che parte
per una figlia che non rivedro’.
Addio Jada, nome di un gioiello
che porterò con amore
al ritorno alla mia donna..
Addio Jada ,bellissima,ti
ho visto sfilare nella luce dell’alba
ho sentivo il battito del tuo cuore.
Ora sei lontana oltre le isole,
non vedo piu' la tua sagoma.
Nella tua scia ho perso le mie lacrime.
Silyong.