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Utente: silyoung
Nome: Silyong Sil
professionista con attività prevalente nel medio ed estremo oriente(Korea-Giappone-Cina-Singapore)

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lunedì, 30 ottobre 2006

IL DRAGO

Avevo letto che qualcuno aveva smarrito il DRAGO. Era questo? L'ho ritrovato dipinto su un muro esterno di un tempio a TONGDOSA (South Korea). Il tempio (ve ne sono tanti in questo luogo sacro per il buddismo) è dedicato a MAYTREYA BUDDHA. Questo buddha si dice sia apparso in questo luogo sotto forma di Yongwha ossia albero dalla forma di drago. E' stabilito che questo Buddha salverà tutte le anime che gli altri Buddha non riusciranno a salvare.Infatti questo templio è frequentatissimo ,piu degli altri templi. E' venerato come Buddha della speranza gia dal 57 AC come dice la storia di qui.

Ora capisco perche chi l'avevo perduto lo cercava quasi con disperazione!!.Il cavaliere che cercava il DSC00087drago dov'é?

Commento: Gente!! credete ed abbiate fiducia nei draghi.!! Chi è del segno del drago come me è pregato di confermarlo .

Silyong da Ulsan

postato da: silyoung alle ore 10:39 | link | commenti (12)
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domenica, 29 ottobre 2006

Storia dalla Korea n.8-Daesang park

 Ulsan-Daensang Park -27 Ottobre ’06
Nella citta’ dove abito, Ulsan,alla sinistra della foce del fiume Taewhagang, c’è un promontorio.Un bosco secolare di “red pines” lo colora di verde. Il red pine una volta usato nella costruzione di navi e pescherecci,ora è pianta protetta.Il tronco è molto alto e non tanto grosso e l’estremità dell’albero è diversa dal pino mediterraneo. Si può dire che è un albero bello e slanciato. In questo promontorio è stato costruito un parco attrezzato meta di chi vuole immergersi nella natura e vedere il mare dall’alto, dalla scogliera. E’ frequentatissimo da famiglie che apparecchiano sull’erba per fare uno spuntino (tradizione coreana).
Per entrare nel parco occorre percorrere una stradina :sui lati ristoranti tipici con le vasche del pesce vivo ove si mangia naturalmente pesce crudo e zuppe. Ci sono due baracconi per i tiri al bersaglio e chi colpisce i l palloncino riceve un premio. Vi sono più adulti che sparano che ragazzini. Mi ricorda tanto le sagre paesane dove anch’io da ragazzino, quando avevo qualche soldino regalatomi dagli zii provavo a centrare il bersaglio.
Eccomi nel parco, pochissimi fiori, vegetazione che sta cambiando colore, solo i pini sono verdi . Avevo fatto visita lo scorso anno in primavera ed era uno spettacolo vedere i viali fioriti.
Un faro sulla parte più alta del promontorio è guida sicura per i naviganti. Il faro originario era costruito in legno, opera dei giapponesi invasori che per quasi 50 anni hanno tenuto la Corea sotto il tallone. Con il passare degli anni gli alberi attorno al faro erano cresciuti ed invece di tagliare le cime degli alberi ne hanno costruito uno nuovo più alto nel 1966. Un modo di rispettare la natura. Il vecchio faro è conservato integro accanto al nuovo.
Ho visitato il piccolo museo attiguo, vi sono raccolti modellini  dei più famosi fari del mondo e dei porti Coreani naturalmente. Ho avuto il piacere di visitare l’interno del faro sino alla camera degli schermi oscuratori che a tempo definito oscurano la luce. Ogni faro ha dei tempi propri che ne definiscono le caratteristiche ed il riconoscimento dal catalogo dei fari in dotazione alle navi.
Percorro il sentiero verso le rocce a picco sul mare. Un monumento con due zanne(si chiamano cosi?) di balena lunghe 5 metri e del peso di 500 kg ciascuna, incorniciano due balenottere di marmo,E’ il punto obbligato per foto ricordo. Più in la sotto le rocce il mare frange con grande rumore. Vi sono delle piccole insenature a spiaggia ghiaiosa sulle quali vi hanno sistemate delle piattaforme in legno :Qui la gente si ferma a gustare i frutti di mare appena pescati e bere sotgiu. Una decina di donne e non più giovani,indossata la tuta da sub e con il solo boccaglio si tuffano per raccogliere frutti di mare e alghe che poi prepareranno per essere mangiate sulle piattaforme dai clienti. Queste donne sono di originarie dell’isola di Cheju ove per tradizione antica usavano raccogliere le ostriche perlifere, come in Giappone.
Antico mestiere ormai dimenticato con la cultura artificiale delle ostriche. Sono donne da ammirare, generalmente mogli di pescatori, donne padrone della casa, fulcro della famiglia, educatrici di figli e spesso offese dall’uomo.
Sulla via del ritorno ho incontrato bambini delle scuole primarie accompagnati dalla maestra.
Vestiti in modo uguale, chiassosi,sorridenti in riga ,tenendosi per mano, appena mi hanno visto hanno fatto a gara a chiedermi “ How are you?” e subito risate felici per aver detto qualche cosa in inglese. Ed io a rispondere e chiedere e lo a ridere, ed alla fine ridevo felice anch’io.
Mi sono sentito bambino come loro. Un salto nel tempo, un’emozione grandissima nel momento in cui ho fatto una foto con loro e tutti mi volevano abbracciare e starmi vicino Commozione poi pensando ai bambini che amo tantissimo, pensando all’amore lontano ed a ciò che avremmo desiderato ma che le circostanze hanno impedito.
Dopo aver salutato i bambini , malinconia, ma nel cuore amore profondo per la mia donna e dolcezza e nostalgia per essere lontano da lei, mi hanno accompagnato nel ritorno a casa. Appena sarà sveglia tra qualche ora,la chiamerò da 9000 chilometri di distanza per dirle che oggi la amo più di ieri.
 
Silyoung da Ulsan
2006.10.27  Daenwangan Park & Ulgi Lighthouse 0202006.10.27  Daenwangan Park & Ulgi Lighthouse 026
postato da: silyoung alle ore 15:49 | link | commenti (8)
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giovedì, 26 ottobre 2006

Storia dalla Korea n.4

 Il Generale Gang Gauchan e Naksondae.
 
Il generale Gang Gauchan (948-1031) vissuto nel periodo della dinastia Koguryo, nacque in una notte in cui una stella cadde sulla sua casa.
Questo generale dedicò tutta la sua vita a difendere il paese dalle invasioni straniere(in particolare quelle a più riprese dei giapponesi), e fu venerato dal popolo come eroe. La statua in bronzo eretta in suo onore nel parco di Naksondae che significa luogo ove cadde una stella, lo raffigura a cavallo con la sciabola sguainata.
 
Secondo quanto scritto negli” annali di King Sejoung”, un inviato cinese confermò di aver visto cadere una stella dal cielo su una casa. Nel visitare la casa trovò una donna che aveva appena partorito un bambino che diventò poi il generale Gang. Lo stesso inviato dalla Cina, lo incontrò successivamente e confermò che era la personalizzazione della stella Mungokseong.
 
Vi sono altre leggende tramandate a voce. Una di queste tra le più curiose, racconta che il padre  di Gang,desideroso di avere un figlio maschio che diventasse importante, pregò tanto ed a lungo ed una sera nell’andare a casa ,giacque e fece l’amore  con una donna volpe e da questa unione nacque Gang Gauchan.
Questo tipo di leggende sulle nascite e concepimenti tra uomini e altri personaggi strani in cui un animale vi  era sempre identificato, erano comuni tra le persone importanti o i fondatori di dinastie.
 
Il piccolo parco di Naksondae ove è stata ricostruita la dimora del generale Gang Gauchon, è molto bello specialmente in autunno nei colori autunnali delle foglie e della vegetazione.
All’interno della casa, sulle pareti sono dipinte scene della vita  di Gang ,dalla nascita alla morte.
Questo generale è ancora veneratissimo in Korea.Storia dalla Korea n.4
 
Commento finale:
Ogni nazione antica e moderna ha avuto i propri eroi. Ai giorni nostri in cui le difese dei territori e le conquiste(perché poi conquistare?)si fanno con armi moderne, non esistono eroi, ma solo politici spesso str…che vogliono la guerra. E conseguentemente c’è sempre qualcuno che vuole difendersi!
 
Ciao a tutti dalla Korea con un abbraccio ed un bacio.
Silyoung.
postato da: silyoung alle ore 09:40 | link | commenti (13)
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lunedì, 23 ottobre 2006

Storia dalla Korea n.7

YAKSOBUL  2006.10.23  Buddha e risaie 004ovvero Buddha della medicina
 
22 Ottobre 2006.
Percorro in auto la strada di campagna che da Geongiogyo porta alle risaie di Gangdong.
E’ una strada che percorro per la prima volta, ho voluto addentrarmi nella campagna per evitare il
traffico domenicale sulla strada costiera che porta a Pangeojin verso Ulsan.
Il paesaggio è stupendo,le foglie degli alberi si stanno vestendo dei colori autunnali ed il giallo della paglia del riso appena raccolto fa da sfondo nei campi.
Guido lentamente per godere di questo paesaggio, del profumo della natura ed incontro poche auto nel percorso. Vedo un cippo con una iscrizione scolpita e dipinta di nero, sono curioso e mi fermo a lato della strada. Tra gli alberi scorgo una parete rocciosa verticale Un sentiero tra i campi di riso ,dalla strada si addentra in un boschetto. Un vecchietto che si appoggia ad un bastone sta percorre quel sentiero in direzione delle rocce. Lo seguo.
Nel boschetto una salita con gradini fatti di pietra corrosi dal tempo porta alla parete di roccia sulla quale vedo ora scolpita la figura di un Buddha seduto. Sono emozionato,credevo di conoscere ogni sito dei monumenti o templi di  Buddha esistenti nella zona e dei siti storici del regno di Silla. E’ una nuova interessane scoperta per me.
Centotrenta sono i gradini di pietra per raggiungere la scultura alta quasi 6 metri per 3 di larghezza. Interesso il mio amico esperto di storia e mi racconta che è del periodo di Silla Unificato. Tra parentesi questo regno tra i quattro esistenti, aveva alla fine sconfitto gli altri ed unificato la Korea in un unico regno. La scultura quindi poteva risalire al periodo datato 650-700.
La scultura rappresenta il Buddha YAKSOBUL-Buddha della medicina.Nella mano destra tiene una ciotola con le erbe medicinali. Al suo fianco due Budhisaltvash (quasi Buddha), uno quello a sinistra con una corona che rappresenta il sole, l’altro quello di destra con una corona che rappresenta la luna.
Il vecchietto è in preghiera davanti alla scultura, lo guardo con attenzione, cerco di capire il senso dei suoi movimenti. Rispetto questo persona che scalzo, indossa un paio di ciabatte,è cosi preso nel rito della sua preghiera.
Poi mi sorride e mi guarda, parla forse nel suo dialetto, gli sorrido gli rispondo salutandolo e non sono capace di aggiungere altro. Alzando il bastone mi indica un gruppo di rocce più in alto semicoperto dalla vegetazione e dagli alberi. Non capisco cosa dice, se non il gesto eloquente della mano che mi dice di andare. Salgo il sentiero appena tracciato e sono in un attimo ai piedi delle rocce. Da qui mi giro e guardo verso il fondo valle,la veduta è ancora più bella ascoltando il silenzio che mi circonda. Il vecchietto mi raggiunge e sorridendo mi fa cenno con il bastone di guardare la roccia. Da posizione in cui sono, non vedo nulla. Allora mi spinge a spostarmi più in alto. Ed ecco che mi appare una testa di un drago con la bocca aperta e la cresta sul dorso è quella scolpita , quasi naturalmente dalla conformazione della roccia.. Mi emoziono ancora di più a vedere questo spettacolo fatto dall’uomo e dalla natura. Il mio amico mi confermerà poi che non era a conoscenza dell’esistenza dei due draghi scolpiti, uno femmina ed uno maschio, in cui il maschio sembra inseguire la femmina.
Rimango a lungo seduto a guardare il paesaggio, la roccia, i draghi. Mi sento leggero, mi sento bene immerso in questa natura, nel silenzio, e sotto i campi di stoppie del riso appena raccolto vita di sempre dei pochi contadini che abitano a valle.I pensieri vanno lontani ,alla persona che amo.
Ritornerò con la macchina fotografica, e vorrò avere un bel ricordo per questa scoperta.
 
Un bacio da Eomuldong.
Il bacio non è quello del drago di pietra, è del drago in carne e ossa!! Ciao
Silyoung
postato da: silyoung alle ore 17:42 | link | commenti (13)
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sabato, 21 ottobre 2006

Storia dalla Korea n.5

STORIA DALA KOREA n. 5
 
IL DRAGO (nota n.2)
Il drago viene rappresentato in estremo oriente in diverse sembianze a secondo dei luoghi e delle leggende popolari che lo circondano.
In Korea sin dalle origini, il drago simbolo di forza e di potere, spesso usato dai re e dalla religione buddista, aveva nella sua immagine, raggruppato le sembianze di ben 9 animali.
Infatti.
-la testa  ha la sembianza della testa di un cammello.
-le corna sono quelle di un cervo . Nell’antico regno di Silla, i re facevano gran uso della carne di cervo, ora quasi scomparso in Korea. Inoltre alle corna di questo animale erano riposte speciali poteri afrodisiaci. Corna ridotte in polvere e poi mangiate dicono, stimolavano l’erezione nell’uomo. La cronaca TV della settimana scorsa raccontava che la polizia aveva arrestato delle persone che vendevano corna di cervo. Nella loro abitazione avevano trovato quantità enormi di  corna  segate a fette sottilissime e polvere di corna impachettate pronte alla vendita. Ma non solo corna di cervo, ma anche di altri animali. Naturalmente essendo vietata la caccia dei pochi esemplari ed il commercio,i colpevoli sono stati arrestati. Hanno detto che la maggior parte del prodotto veniva esportato in Giappone.
-La forma curva del collo e  del corpo  è quello del serpente. A questo rettile viene attribuita una forza enorme di vitalità. Infatti la parte più nervosa e forte è la coda ed è la parte ultima a morire dopo che il serpente è stato colpito. Ho visto due anni orsono all’annuale “Whale Festival” una sagra che si ripete ogni anno nella cittadina di Jangsenpo.Si mangia carne di balena tra danze, canti giochi , fuochi artificiali ,una sagra quasi paesana , se non fosse per la presenza di ditte giapponesi che commerciano in carne di balena . E immancabilmente Greenpeace protesta in vari modi con la sua presenza a volte anche forte. A questa sagra partecipano venditori ambulanti ,venditori di cose più disparate che raramente si vedono nei mercatini  ufficiali. Tra questi anche un venditore di sangue di serpente o di  biscia. La credenza popolare dice che il sangue del serpente, bevuto previene malattie della vecchiaia e stimola sessualmente. Ho visto che ai serpentelli vivi , viene tolta una vescichetta piena di sangue. Il sangue poi travasato con una siringa  in una capsula tipo farmaco e confezionata sul posto in lotto da 6. Il tutto venduto a 10.000 a capsula(circa 9 $).
Tantissimi vecchietti, ho visto, compravano questa confezione, qualcuno addirittura beve il sangue sul posto previo pagamento forse per non farsi vedere dalla consorte e pronto a cercare conforto amoroso alla sagra annuale. Il serpentello spellato  finiva su una griglia, arrostito a puntino e venduto a pezzetti . Bere il sangue del serpente o mangiarlo significa appropriarsi della forza del rettile che è anche simbolo di longevità.
-Gli occhi sono quelli di un coniglio, che vede lontano anche nel  buio.
-Le orecchie sono quelle del bue, grandi per sentire bene.
-il ventre o addome è fatto a forma di conchiglia
-Gli artigli sono quelli di un rapace, del falco, capaci di afferrare saldamente ogni cosa.
-Il palmo delle zampe sono quelle della tigreche si muove silenziosa (la tigre rappresenta la fortuna)
-Le scaglie o squame e la cresta sulla schiena : sono quelle del pesce e le scaglie sono in numero di 72. Il pesce aveva una valenza importante nella vita di questo popolo sia come alimentazione, sia come credenza nella fecondità della copia.
 
Come dicevo il drago ha avuto trasformazioni continue nella leggenda sin dal suo nascere.
Trasformazioni dettate dalle religioni e credenze locali durante i secoli..
Infatti nella storiografia del drago, questo viene rappresentato in tante forme, con la testa del coccodrillo o con le ali o con gli occhi da gambero, per esempio, o con 9 teste ecc.
 
Il numero 9 compare spesso nei racconti e nella storia antica orientale,ed anche nelle storie del drago questo numero compare spesso.
Quello descritto sopra è il drago coreano di cui fa testo la storia dei 4 regni prima della unificazione nel regno di Silla.E’ un drago protettore, buono e forse accattivante  ed affettuoso che non incute paura ai mortali. Forse potrebbe essere un animale domestico ai giorni nostri se di piccola taglia.
 
La leggenda del drago coreano, racconta poi, che ha avuto 9 figli ai quali sono dati  i seguenti nomi:
 
Bihee :al  quale il drago ha dato la forma della tartaruga ed il compito di sopportare pesi. La tartaruga la si vede spesso alla base di monumenti.
I moon  gli ha dato la forma dell’uccello è raffigurato spesso sulle rocce con il compito di prevenire il fuoco dando l’allarme.
Pourè  ha mantenuto la forma del drago, ma ha gli occhi che piangono.Gli è stato dato il compito di sorreggere le campane. Infatti tutte le campane per gancio hanno il drago.
Pehan  gli è stata data la sembianza della tigre. Fa il guardiano all’ingresso vicino alle porte.
Touchol è rappresentato sulle campane mentre mangia e beve.
Congha drago che rappresenta l’acqua
Ejà un drago che uccide. Viene rappresentato sulle spade ed armi da guerra.
Sahnjè assomiglia ad un leone animale presente vicino alle residenze e  tombe dei re.
Chodò assomiglia ad una conchiglia nel significato di chiudere qualche cosa a difesa.
 
Queste note sui 9 figli del drago mi sono state raccontate dal mio amico giornalista studioso di storia antica coreana e fotografo per il Kionju National Museum e che qui ho riportato.
 
Ed ora, che avete curiosato tra queste righe, vi mando ,dalla Korea un bacio (bacio da drago naturalmente). Ciao
 
Silyoung
postato da: silyoung alle ore 22:08 | link | commenti (5)
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mercoledì, 18 ottobre 2006

Storia dalla Korea n.6

Storia dalla Korea n. 6
 
Anguille arrostite sul fuoco di paglia di riso- Jibbuljaneo
 
Avevo accennato, mi pare, che frequento prevalentemente amici e famiglie locali. Durante il giorno sono in contatto con molti stranieri e quindi quando posso voglio “staccare” uscire dal lavoro e dall’ambiente se possibile e pensare ad altro. La Corea mi offre la possibilità di visitarla e viverla come la vive un comune coreano e scoprire la loro cultura e le tradizioni antiche.Quindi la vivo con loro.
 
Domenica pomeriggio girando in auto lungo costa verso Busan, volevo rivedere dei luoghi a me cari, ho visto dei grandi lavori in corso con movimento di terra ,vicino ad una località che si chiama Gori. In questo paesino, antico borgo di pescatori e di contadini, esiste già una grande centrale nucleare che alimenta tutta la zona industriale del sud est . E gli scavi, mi hanno detto, sono destinati alla costruzione di una seconda centrale. Mi chiederete cosa centra questo con le anguille arrostite. Nulla! Era solo il modo di raccontarvi della zona bellissima con un porticciolo naturale fantastico, già deturpata con i manufatti della centrale e lo sarà ancora di più tra un paio di anni.
Lungo la costa è un susseguirsi di insenature,baie dove esistono poche case di pescatori e  vecchi contadini che vivono coltivando riso e ortaggi. I giovani hanno lasciato la campagna per lavorare nell’industria, come è successo da noi ed in altri paesi..
Poco distante vi è il borgo ed il faro di Canjelgot, la punta più ad est del continente asiatico, dove in migliaia si recano a vedere lo spuntar del sole nel primo giorno dell’anno .Di fronte, il Giappone antico amico/nemico. Infatti a poca distanza da questo luogo i giapponesi avevano costruito un castello (Waeseong= Wae-giappone,seong- fortezza)su una collina che dominava la spianata e la costa, ho visitato i ruderi della fortezza 3 anni fa.
 
In uno di questi piccoli villaggi c’e un antico ristorante famoso per le anguille arrostite sulla paglia di riso.Appartiene ad una famiglia che lo tramanda da generazioni ai figli. Vi lavorano solo donne(mai un uomo dovrà servire a tavola un altro uomo,è compito della donna).
Le anguille non sono quelle di mare (tipo Comacchio per esempio o mar dei Sargassi)ma anguille lunghe circa 25 cm e non più grosse di un dito che vivono spesso nelle risaie allagate.
Queste vengono gettate vive,cosi come pescate, su una griglia a rete sotto la quale viene acceso un fuoco di paglia di riso. La fiamma violenta brucia le anguille e la loro pelle diventa nera e abbrustolita. Dopo due minuti sono pronte per essere mangiate, tanto è forte e vivo il fuoco di paglia.
In una stanzetta tipo separè, la tavola è apparecchiata con tante scodelle che contengono diversi tipi di verdura condita con salsine piccanti,scodelle con aglio crudo tagliato a fettine e peperoncino verde piccante. Una scodellina con olio di sesamo e sale dove si intingerà l’anguilla prima di essere mangiata. Diversi tipi di alghe marine seccate o fresche sono sul tavolo per essere mangiate insieme all’immancabile Kimchi ed alle piccolissime acciughine salate in salsa di peperoncino..
Un paio di guanti bianchi di cotone, una forbice, delle bacchette , un cucchiaio sono quanto occorre per mangiare. Seduti a terra a gambe incrociate vicino al tavolo basso ,un cuscino sotto il sedere, si è  pronti al rito, al quale ci si accosta con spirito allegro. Il chiacchierio gioviale e rumoroso di altri commensali nelle stanzette attigue è sfondo musicale in questa cerimonia del pasto. Raccontavano che mangiare l’anguilla,la vitalità della coda passa nel corpo di chi la mangia. In città nei ristoranti dove si mangia pesce, la parte terminale dell’anguilla,la coda,viene mangiata normalmente solo dagli uomini e le donne e mogli sono ben liete di lasciare questa parte all’uomo che dovrebbe essere al momento opportuno più virile.
Se fosse vero credo che da noi le mogli cucinerebbero spesso anguille per i loro uomini con effetti rilevanti sul mercato di questo pesce.
 
E ora finalmente si va all’assalto dell’anguilla che ha subito una morte cosi violenta .
Prendi l’anguilla con una mano la tieni all’estremità e con l’altra gli sfili la pelle abbrustolita che viene via facilmente. Con le forbici tagli l’anguilla a pezzetti.
Ora si mangia: nel palmo della mano sinistra una foglia aperta  di insalata o di sesamo o  di lattuga. Con le bacchette prendi un pò di verdurina condita, un pezzetto d’aglio crudo , una punta di salsa di fagioli e peperoncino, un pezzo di anguilla che intingi nell’olio di sesamo e sale, un pezzetto di alga,un pizzico di acciughina e il tutto lo racchiudi nella foglia.  Spalanchi la bocca per fare entrare questa palla (bolo) a volta enorme  e… mastichi a bocca piena quasi deformata. Buon appetito quindi .  Vi garantisco il tutto è squisito.
Cosa si beve? Ti portano una caraffa di acqua tiepida per bevanda. Ma ordini birra,oppure Makalli(vino di riso),oppure sotgiu distillato di riso a 22 ° alcolici. Il sotgiu lo si beve in bicchierini piccoli e generalmente il primo bicchierino lo si beve in “oneshot”  tutto d’un fiato dopo aver brindato dicendo “cambè” (cambai in giapponese credo).
Ma il pranzo non è completato. Una scodella di zuppa caldissima di verdure che a piacere puoi rendere più o meno piccante con l’aggiunta di polvere di peperoncino rosso, e una scodella di riso appena cotto sono d’obbligo. Il riso non manca mai nella comune alimentazione. Quindi due cucchiaiate di zuppa ed una di riso nel menù. E’ importante ed è parte del cerimoniale, appena portano la zuppa bollente,prenderne una cucchiaiata assaggiarla , quasi sorseggiando con rumore marcato per far capire che è buona e commentarne poi  a voce la  bontà(mashistà) con la bocca che ancora ti brucia dal calore..
Spesso ci scappa il ruto, e questo fa parte del cerimoniale per aver gradito il pasto!.
L’usanza di abbrustolire sulla paglia di riso è antica usanza contadina, la legna ed il carbone erano preziosi per il riscaldamento della casa e per la cottura normale del cibo.
 
Ho altre storie da raccontarvi se avrete pazienza a leggermi. Sarà un modo di conoscere qualche cosa di più e di strano di questo antico paese. Vi racconterò del pesce crudo.
Un abbraccio caro a tutti.
Silyoung              Jibbuljaneo
postato da: silyoung alle ore 14:56 | link | commenti (8)
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lunedì, 16 ottobre 2006

.ANCORA UN SOGNO.............

L’ultimo sogno.......
 
Nella penombra,
sopra di me,
in attesa di amore
mi baci.
Le dita tremano,
carezze avide di amore,
con desiderio
ti cercano.
Brillano gli occhi
tremante attesa
di avermi e darti.
Le bocche si trovano
sapore di donna
da amare.
Fortemente mi prendi
con passione
sono in te,
sei mia, io tuo ancora.
Vorrei non svegliarmi ,
continuare a sognare.
 
 Silyoung
postato da: silyoung alle ore 21:19 | link | commenti (6)
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sabato, 14 ottobre 2006

Il nostro ponte

 IL NOSTRO PONTE ..
 
Taehwagang  fiume quieto,cammino sulla riva
verso i monti,lontani  i rumori della città.
  Il ricordo mi riporta ad un altro fiume ,era estate
il bacio sulla riva dell’Hangang parlava d’amore.
Silenzio mi accompagna,cammino,guardo distratto,
ascolto i ricordi ti rivedo unico amore della vita .
  Ora sei vicina al ponte del Taehwagang, paura
di non raggiungerti mi fa gridare il tuo nome.
Non ti giri,forse non senti  la voce del mio cuore,
paura, paura di non raggiungerti mi possiede.
  Il ponte può portarti via, sull’ altra riva, senza di me.
Paura mi fa tremare,non voglio perderti amore mio.
Il nome quasi strozzato mi esce dalla gola“ti amo”,
“ti amo” aggiungo. Vedo un sorriso,tendi la mano.
  Solitudine! vattene,va via, non voglio essere tuo
appartengo a Lei,solitudine non mi avrai questa volta.
Vincerò la lontananza amo lei e per sempre.
Tristezza non sarò avvolto nelle tue nebbie.
  Tristezza ! vattene,va via,non voglio essere tuo
appartengo a Lei,tristezza non mi avrai questa volta.
Emozione, gioia nel stringere la  mano, sono felice,
ho amore solo per te ,per mano attraversiamo.
  Nel sogno vedo il ponte  più bello del Tahewagang,
nel sogno,camminiamo sull’altra riva  verso il  mare.
Rive di oceani,di mari visitati vedo riflessi nei tuoi occhi.
Ti amo per sempre ti sussurro tra i capelli mossi dal vento.
 
Silyoung
postato da: silyoung alle ore 21:20 | link | commenti (11)
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martedì, 10 ottobre 2006

Storia dalla Korea n.3

AMORE DI MOGLIE-AMORE DI DONNA
 
Non lontano dalla città dove abito c’è un villaggio chiamato Chisan Seowon. Ero passato diverse volte per questo villaggio per raggiungere Kiounju antica capitale di Silla, ma non mi ero mai fermato. Dalla strada infatti si intravedono un gruppetto di costruzioni antiche , come tante ne esistono in Korea,alle quali  non avevo dato interesse.
 
Giorni orsono, sempre sulla via per Kiounju,mi sono fermato, ed il mio amico coreano che mi accompagnava, Mr.Lee J.Son, che chiamo amichevolmente Honey (fotoreporter di un quotidiano locale),mi ha raccontato la storia legata a questa “Shrine” chiamata Park Jesang.
 
Park condottiero, era un discendente del fondatore del regno di Silla , il re Park Hyokkose.
Durante il regno del re Nulijis (420-450), questo re perse due figli che furono presi e portati in ostaggio,uno nel regno di Koguryo (attuale regione nord est della Cina), l’altro in Giappone.
 
Il nostro Park in ubbidienza al suo re, riuscì prima a portare in salvo il principe Bokho, ma mentre era alla ricerca del secondo principe, venne catturato dai giapponesi e preso anche lui in ostaggio.
 
Il re giapponese cercò di persuaderlo a rimanere in Giappone al suo servizio, ma Park fedele al suo re accetto le torture brutali .Il re giapponese quando vide che non riusciva a fargli cambiare idea,lo condanno’ a morte e lo fece bruciare.
 
Nello stesso periodo, la moglie di Park, in attesa del marito che non ritornava, prese le due figlie ed ando’ sul monte Chisulryeong per guardare il mare verso il Giappone in attesa del consorte.
E si mise in preghiera.
Secondo la leggenda ,la donna, immobile in preghiera e a scrutare il mare,fu tramutata in roccia  che ora è chiamata Mangbuseok.  Il suo spirito divento’ uccello che volava avanti e indietro in quella zona. La popolazione chiamo’ quella donna “madre di dio” e costruì la shrine in memoria della donna e delle figlie.
 
Nelle dinastie successive, la shrine fu utilizzata come scuola/accademia per la dottrina di Confucio.
Il gruppo di costruzioni in legno,ricostruite piu volte  nel tempo è stato designato nel 1997, monumento nazionale n.1.
 
Ecco la breve storia di una moglie fedele al proprio uomo.
Nei tempi moderni credo che non vi sono più donne disposte ad attendere tutta la vita, e con
un po’ di cattiveria penso che forse qualcuna vede l’ora che il marito se ne vada…Cambiano i tempi cambiano le usanze …
Un abbraccio  da lontano
Shrine of Park Je-sang & wife 001Silyoung.…
postato da: silyoung alle ore 15:07 | link | commenti (14)
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domenica, 08 ottobre 2006

Storia dalla Korea n.2-il Drago e la leggenda

 IL DRAGO E LA LEGGENDA
 
Una delle tante storie  su questa figura mitologica corena è quella legata alla regina Munmu.
Si racconta che la regina Munmu del regno di Silla,dopo la sua morte, diventò un drago guardiano per proteggere quelle terre e poi si immerse nel mare.
E la città di Ulsan.,la piu’ industrializzata della Corea, e vicina all’antica capitale del regno di Silla, ha adottato come logo raffigurante la citta’, la testa di un drago stilizzata con una palla in bocca.
 
Un’altra storia racconta del re Munmu del regno di Silla ( 600 dc)dopo la sua morte fu sepolto in mare dentro una roccia che sporge dal mare(attualmente è meta di visitatori e si trova nella provincia di Kiounju) . Dopo la sepoltura si tramuto’ in un drago marino per difendere la costa da eventuali invasioni dei giapponesi che avevano invano tentato di sbarcare in quel punto della costa ove affiora la roccia .
 Altri raccontano invece che in quel periodo il re Munmu accetto’ ufficialmente nel regno di Silla  la dottrina buddista, che  chiedeva di bruciare i corpi  dei morti anzichè sepellirli. Quindi ,raccontano che il re Munmu fu bruciato e le ceneri sparse su una montagna chiamata Toham, dove ora sorge il tempio di Soraksan nelle vicinanze di Kiounju. Questo della sepoltura  di Munmu è uno dei misteri del regno di Silla.
 
Comunque le leggende parlano  comunque del drago coreano.
La leggenda racconta inoltre che la palla  in bocca al drago,rappresenta una perla,che ha il potere di soddisfare ogni desiderio a chi la possiede. E il drago la tiene stretta in bocca per salire in cielo e portarla in omaggio ed ossequio al suo Signore supremo. Al suo ritorno benediceva e proteggeva la terra perché aveva ricevuto in cambio ,dal Signore supremo ,questo potere .
 
Il drago coreano è quindi un drago buono, che non fa paura, che protegge contro il male e nello stesso tempo rappresenta forza, potere, immortalità. E’ un drago amico! Come raccontavo nel precedente post le travi dei templi dedicate a Buddha o delle costruzioni dedicate ai re ,avevano scolpito la testa del drago con una palla in bocca. In altre costruzioni non era permesso scolpire il drago.
 
I draghi invece raffigurati nelle storie giapponesi e cinesi sono diversi .
Nella mitologia cinese il drago è feroce, incute paura e sprigiona fiamme dalla bocca .
Nello zodiaco orientale, cinese in particolare, il drago rappresenta forza, potere, volonta’,capacità e dicono che i nati nell’anno  sotto questo segno, che si ripete ogni dodici anni, possiedono queste caratteristiche. Credo sia vero .
 
Per la cronaca,sono nato sotto questo segno. Il mio nick name è completato con la “young” che significa drago in oriente. Ecco perché ho scelto questo nome dopo aver vissuto e lavorato a lungo in questo bellissimo ed interessante paese ,e  perché facile da pronunciare dai locali..
Ciao a tutti con affetto dal vostro Silyoung.
 
p.s.: Vi piace il pesce crudo? Lo mangio e racconto per voi la prossima volta?
postato da: silyoung alle ore 17:05 | link | commenti (10)
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