PYOCHUNGSA: due filosofie
La stagione dei monsoni e delle piogge è alla fine. L’autunno e la primavera sono le stagioni più belle in Korea .E’ il momento delle escursioni e di vivere all’aria aperta e godere del sole e delle brezze autunnali.
E oggi ritorno a visitare un luogo che avevo trovato interessante nella primavera del 2004 : i templi di Pyochungsa alcuni dei quali erano in ricostruzione. Infatti anni prima un incendio aveva devastato e distrutto quasi tutto.
Percorro con la mia Avante la nuova strada che da Onyang ,alla periferia di Ulsan, porta a Miryang. E’ la prima volta che percorro questa highway con un tunnel di oltre 4 km che perfora la montagna e sbocca in alto ,all’inizio della Ice Valley. E’ chiamata anche Apple valley perché la campagna è coltivata a frutteto e le mele qui sono le più prelibate e vendute in tutta la Korea. Dopo il tunnel iniziando la discesa verso valle, si incontrano case e piccoli villaggi e sulla strada gli abitanti vendono mele.
E’ metà mattina ho fatto una colazione scarsa e una mela succosa mi fa voglia. La vecchia signora mi fa assaggiare prima una qualità , poi un’altra. Scelgo la mela con gusto che assomiglia alle nostre “delicious”e ne compro una cassetta. Provo a mercanteggiare sul prezzo, pur sapendo che qui non si usa; lo faccio per scrutare le espressioni di sorpresa e di diniego della venditrice. Sorrido, pago e ringrazio. Mentre guido lungo la discesa per Miryang ,mangio e mi gusto la mela.
Quasi scordavo di dirvi perché viene chiamata anche Ice Valley. E’ una valle misteriosa, l’unica nel mondo dove soffia un vento caldo nel periodo invernale e c’è formazione di ghiaccio nella stagione estiva ,alla fine di Agosto all’altitudine di circa 600-700 metri. Probabilmente è una zona ove il clima del vicino oceano e il clima interno formano un anticiclone, piove raramente il che favorisce la produzione delle mele.
In quest’area c’è un luogo chiamato Eoreumgol, ed è considerato sacro perché un famoso insegnante , Yu Eui-Tae cosi dice la storia, si sacrificò per difendere la sua integrità spirituale.
Mentre vi raccontavo sono giunto a Pyochungsa.Si racconta che un nel 654 in una mattina di primavera, il grande monaco Wonhyo che era in meditazione in un piccolo tempio,vide sopra un bosco di bambu’ delle nuvole irridescenti. Si recò in quel boschetto è costruì un tempio chiamato allora Jungnimsa dove sono visibile delle tracce ancora oggi. Questo posto cambio’ nome diverse volte e quando un principe terzo figlio del re Heungdeok , gravemente ammalato, guarì bevendo l’acqua di un misterioso pozzo della zona,il luogo venne chiamato Yeongjeongsa e furono costruiti altri templi vicini. Il luogo è bellissimo ,chiuso tra le montagne e qui vennero a meditare e a vivere famosi monaci buddhisti.
Ma ancora una volta i giapponesi (sempre loro) durante l’invasione del 1592, bruciarono in una notte il tempio che aveva più di mille anni. I monaci fuggirono e il loro maestro si rifugiò sul monte Taebaek dove scrisse la storia del tempio che ancora oggi viene tramandata. Il tempio fu ricostruito e nominato Pyochungsa dopo diverse generazioni dal monaco Zen , Cheonyu. E qui furono portati i grandi ritratti e le tavole di Samyeong che aveva sviluppato e insegnato il patriottismo nella shrine di Myan-myeon ( Miryang).
Gli edifici del luogo sono ormai tutti ricostruiti o riparati dopo l’ultimo incendio. Significativa la presenza di una piccola autobotte/uso vigili del fuoco che staziona seminascosta quasi a difendere i beni culturali dal fuoco. Mi è venuto pensare che si chiude la porta quando il ladro è già scappato, capita spesso anche da noi.
L’ingresso ai templi è comune ad altri luoghi.Un portale con le statue dei guerrieri a difendere dai cattivi immette in un grande spazio aperto al centro del quale ,una” Three – stories pagoda” in pietra ,costruita nel 829 e che conteneva dei resti e dei reperti ora conservati nell’attiguo museo attira subito l’attenzione dei visitatori. Ed anche la costruzione dei templi è uguale in tutta la Korea e non c’è tanta distinzione nell’architettura esterna ed interna, se non nei disegni e nei colori, ove la statua di Buddha è sempre presente.
Due filosofie, due religioni, un solo nome Pyochungsa. Infatti a sinistra del grande spazio c’ è un edificio, “seowon”ricostruito più volte, cambiandone più volte la destinazione secondo le volontà del momento. All’origine era dedicato alle cerimonie ancestrali per commemorare gli antichi saggi che insegnavano il confucianesimo , e usata inoltre per l’insegnamento di Confucio .Era una accademia che ubicata nel contesto dei templi buddhisti , rimane ora l’unico esempio della convivenza tra Confucianesimo e Buddhismo durante la dinastia Joseon, dove il senso di giustizia, di onestà e libertà era insegnato e perseguito da entrambe le filosofie.
E ancora oggi questo luogo , è uno dei 20 posti chiamati “templestay”, si viene qui per meditare per due giorni nel silenzio e cercare la propria felicità interiore. Il tutto è organizzato per insegnare e scoprire l’antica cultura dei templi buddisti koreani.I corsi sono sempre affollatissimi.
Anche oggi, ho scattato tante foto, saranno ricordi non solo per me. Mi fermo nel borgo vicino ai templi, Miryang non è lontana, non mi interessa vedere case con strade e auto, ho un po’ di fame ora e una zuppa di verdure con riso è il mio pranzo oggi.
Riprendo la strada del ritorno soddisfatto delle belle ore trascorse a Pyochungsa . Ho visto ,ho imparato cose nuove della cultura di questo paese che racconterò ad altri. La bella vista delle montagne verdi ,dei ruscelli e del paesaggio mi ha riportato un attimo nel nostro paese, sulle montagne dell’altopiano di Asiago,a me caro per aver trascorso momenti belli della mia gioventù.
Un saluto caro da …
Silyong (da Pyochungsa,31 Agosto 2008)