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Utente: silyoung
Nome: Silyong Sil
professionista con attività prevalente nel medio ed estremo oriente(Korea-Giappone-Cina-Singapore)

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sabato, 27 giugno 2009

interferenze?....

Da giorni provo ad aprire il mio blog e i blogs delle amiche e degli amici.

Ma ogni volta che provo, compare una pagina di google scritta in cinese che non mi premette di accedere.

Qualcuno di voi sa darmi una spiegazione? scrivetimi direttamente su raymosan@yahoo.com.au  perchè una vostra risposta sui commenti del blog non riuscirei a leggerla. Oppure inviatemi un messaggio.

Ciao Silyoung

postato da: silyoung alle ore 06:51 | link | commenti (1)
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lunedì, 22 giugno 2009

Eccomi A WEIHAI in Cina. Rimarrò  qui fino a Luglio e poi ritorno per delle ferie.Ad Agosto sarò in Korea per un nuovo progetto. Ciao amiche e amici Silyoung
postato da: silyoung alle ore 22:51 | link | commenti (2)
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domenica, 15 febbraio 2009

...DALLA KOREA....

 Rieccomi ritornato in Korea. Rieccomi tra gli amici che avevo lasciato a Novembre. Mi sembra di essere ritornato a casa. Ora abito in un appartamento non distante dal precedente .E' molto accogliente e la camera attrezzata a studio ,da dove scrivo ,è grande e  ben attrezzata.
Prima di partire dalla Korea, Il direttore del Centro Culturale di Gyeonju mi aveva chiesto di scrivere alcune  note sulla città per essere pubblicate. Con mia sorpresa e piacere al ritorno a Ulsan mi  hanno regalato il libro dove sono riportate le mie note  tradotte in lingua coreana. Vi allego la bozza del testo in inglese che avevo scritto quella volta.
Ed è stato ancor piu’ bello domenica scorsa  ritrovare gli amici che frequentano le lezioni di storia del confucianesimo in Korea e i nuovi iscritti al corso di storia antica tenuto dal prof. Ko responsabile del Centro Culturale di Gyeonju. Abbiamo fatto un tour nei dintorni della città visitando tombe di re e poi ,su per i pendii del monte Seondo ,alla scoperta di un Buddha scolpito nella roccia. Vi racconterò di questo tour nei prossimi giorni.                                          
                                        GEOUNGJU.. not only City of arts
It was September 2001 when I went for first time to Gyeongju, and soon I liked the city.
I was happy to visit the city which name I read on the “History of Korea” by M. Miotto two years    before my coming in this Country. At same time I had only some knowledge about Silla and the 3 kingdoms. I discovered later that is not mentioned Kaya kingdom(the 4th?) that was important for the trading with overseas countries in the southern part of the peninsula. Since that time, about every week I went to visit Gyeongju with my Korean friends. It was possible for me to be introduced to the people, and know better, the culture, the life, the Country.
I was introduced also at that time to the Management staff of the Gyeongju National Museum and between us a friendship soon start. Two different culture, two different tradition, but only one interest : to know better and discover the history and culture of this Country. Gyeongju is not only important because linked to the Silla period, it was the capital, the center of the power, the center of the culture of this kingdom. But Gyeongju was and it is important just now for the culture of all Korea peninsula, separate after the 2nd war in North and South by 38° parallel that mark the border and divide the two countries. We must remember always that the culture is a richness belong to the world and not only to a single country. And the cultural treasures and relics existing inside and outside the museum should be respected and protected because belonging to the history of all Korea and of the world.
For a foreign as I was, in the wonderful and colored Autumn of 2001, the impact with Gyeongju was extraordinary. I love arts, music, folklore, old history, ancestral tradition and teaching of life, and I was then interested to expand my knowledge to the city which was offer to me.  Following the teaching of friends, reading books, visiting often the Museum I learn more and more about the Korean history, maybe I know more that many Koreans know. Gyeongju is according the guides a tourist place, no industries, no air pollution, nice views. It is correct, but should be empathize more that it is city of culture and arts. There are the most important Buddhist temples . All know that Buddhist and Confucian philosophy are at the origin of the tradition of teaching and living in the korean family.
I visit manytime Bulguksa,Bunwangsa ,Golgulsa and other temples ,feeling each time special emotions. Bulguksa temples show the genius of the Silla Dynasty architectures in buildings. Often the invaders destroyed all, but all time   were rebuilt and  it is shown again the intelligence of this people.
Around the city the historical places with cultural relics with royal tumuli are testimony of the past of Korea and Silla kingdom . But Gyeongju is not only history, the culture of Korea and of this province is  show to the visitors thorough festivals, arts expo, beautiful scenario of the city in the cherry blossom season,the colors of leaves in Autumns and the Anapji lotus garden.
The National Museum and the Gyeongju Cultural Center with their actions made with passion and professionalism by the Staff, promote the activities in teaching the old history and culture.  In these years living in Korea(Ulsan) it was possible for me to enter in the spirit of Buddhist and Confucian philosophies thorough the school tours promoted by Museum. I visited since the beginning the most famous king tombs, the other tumuli in Nadong-ri, the Buddha statue of Gungwalsa and other important places. With Confucian School tours I visited Hogesowon,Boumjngsa,Dogye-Sewon,   Punhawangsa, and other sites of old Confucian schools.  Always Silla people was able to see over the borders of the own territory, always ready to trade with the western countries walking on the road, crossing China to west ,many centuries before the road was named “silk-road”.
And  now after many years living in Korea, I feel to be part of this City and culture , because I knew more about history, folk, arts and daily traditional life of this wonderful Country.
Silyong                                                                                                                                                     Gyeonju,  2008.11.11 
pag.167-168-168 Silyong noteGyeonju Cultural Center book
postato da: silyoung alle ore 13:04 | link | commenti (27)
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domenica, 09 novembre 2008

Cultura Italiana in Korea.

24 Ottobre Università di Pusan : Cultura italiana in Korea…   
Da giorni attendevo  con impazienza l’evento. La Società che ho avuto il piacere di rappresentare nel cantiere navale a Ulsan ,ha donato  alla Pusan University of Foreign Studies  dei libri d’arte. L’Istituto Italiano Culturale di Seoul, organo della nostra Ambasciata in Corea, da anni promuove lo studio della lingua italiana presso l’Università di Pusan. E nel mese di Ottobre di ogni anno, alla fine del corso accademico, l’IIC bandisce un concorso tra gli studenti ,premiando i migliori. E’ ormai consuetudine che gli armatori italiani o rappresentanti di attività economiche in Corea donino dei libri alla nuova biblioteca appartenente alla facoltà di lingua italiana in occasione di questo evento. E quest’anno la società Navigazione Montanari S.p.A ha donato all’università dei libri d’arte di grande pregio e valore .
24 Ottobre 2008:L’aereo da Shanghai è atteso per le 13.35 a Pusan, arriverà il Top Manager della Società.Ho appuntamento con lui  al suo arrivo. Il viaggio in auto da Ulsan per Gimae airport(Pusan) è abbastanza piacevole.Non c’è tanto traffico sull’autostrada a quest'ora e la musica del CD, del trio Eddie Higgins al piano, mi fa compagnia.Il viaggio mi sembra più breve del previsto. L’aereo è puntuale, ma i tempi  sono lunghi per le pratiche dell’immigration ,i checks  per i provenienti dalla Cina sono severi. Eccoci ora nel traffico caotico della seconda metropoli coreana, Pusan  downtown dista 30 minuti di auto dall'aereoporto.  Anche quest’anno, il Registro Italiano Navale parteciperà attivamente alla premiazione dei   vincitori del concorso offrendo i biglietti viaggio per visitare l’Italia.Ci rechiamo  nei bellissimi e luminosi uffici del RINA al 16.mo piano di fronte alla City Hall  da dove possiamo dall’alto vedere parte della città. Il primo incontro è qui per salutare gli amici dell’ Ente. Un caffè espresso quasi centellinato per gustarlo in pieno prima di muoverci verso l'università.   Il prof. Luca  Di Vito del ICI di Seoul con i professori del corso di lingua italiana ci aspettano. I convenevoli  e le presentazioni sono di rito con scambio delle name cards come si usa qui in oriente. C’è subito grande simpatia ,e da parte nostra stima per le persone coreane che insegnano la lingua e  che naturalmente introducono la cultura italiana tra i giovani di questo straordinario paese. Nell’aula magna, gli studenti del corso sono presenti. Sopra lo stage uno striscione in coreano e in italiano indica il tema del concorso: “Italia in piazza”,vale a dire cultura e vita che si respira nelle piazze italiane e confronto  delle stesse con quelle coreane. Da anni non mettevo piede in una università. Sedendomi  tra i giovani ho provato emozioni da tempo dimenticate. L’ultima volta fu per lavoro, nel 1994 in un laboratorio universitario per eseguire delle prove su dei materiali di fibre sintetiche. Oggi il mio feeling è diverso, sono in Corea e parlo in italiano con giovanissimi studenti coreani.
La cerimonia di presentazione è breve,la premiazione dei vincitori del concorso avviene tra gli applausi e i flash delle fotocamere.(Mi accorgo purtroppo che la mia Sony ha le batterie quasi scariche).Poi  la donazione dei libri d’arte: Raffaello:dipinti della stanza delle Segnature-Musei vaticani(un volume);  Michelangelo:dipinti nella Cappella Sistina(due volumi); Provincia di Pesaro & Urbino:L’arte conquistata(un volume)che parla della spogliazione delle opere da chiese e musei nel periodo napoleonico. Quest’opera è stata sponsorizzata dalla Navigazione Montanari S.p.A. Sono libri di grande valore e sono stati accolti dagli studenti con un lungo applauso e tanti “grazie” nella nostra lingua. La “riffa”con doni da parte di altre società italiane ha premiato altri fortunati studenti.E poi… e poi le foto  con i professori e con gli studenti premiati e noi sullo stage in posa, bersagliati dalle fotocamere felici di aver partecipato ad un momento di vita italiana lontani dalle nostre case. Il “ciao”gridato dagli studenti in risposta al nostro, è stato affettuoso. Il prossimo anno ad Ottobre, mi sono ripromesso di essere presente e parte attiva nel contribuire a riempire gli scaffali della costituenda libreria italiana nell’università di Pusan.           Desideravo raccontarvi di questo.
Silyong,(da Ulsan, 24 Ottobre 2008)
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postato da: silyoung alle ore 13:01 | link | commenti (18)
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mercoledì, 05 novembre 2008

emozione....e speranze....

Sarà l'età,sarà il desiderio di vedere finalmente la pace nel mondo.

Ancora una volta mi sono emozionato .Non mi vergogno dire che avevo gli occhi umidi come le tantissime persone che hanno seguito in diretta , ed io dalla Korea, il discorso da Chicago del nuovo presidente Obama.

Le stesse emozioni  di gioia che provai a quel tempo quando fu elettro J.F. Kennedy.Desiderio di pace tra le genti,di rispetto, di comprensione di aiuto verso i poveri e i  più bisognosi,Desiderio di un cambiamento , subito, senza attendere ancora.

Emozioni...e speranze...e ora gioia nell'ascoltare nuove parole.

Silyong ,da Ulsan, 4 Novembre 2008

postato da: silyoung alle ore 05:37 | link | commenti (10)
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mercoledì, 08 ottobre 2008

    ULSAN CITY-   CHEOYONG CULTURE FESTIVAL 2008IMG_6724
Sono ancora con voi, e come avevo promesso vi racconto del World Music Festival . Hanno appena spento le luci, è tornato il silenzio dopo giorni di musica, di spettacoli,di fiera. Per quattro giorni dal 2 al 5 Ottobre il centro culturale e delle arti di Ulsan ha ospitato oltre 150 artisti di diverse nazionalità aggregati dall’amore per la musica e per le arti.  
Il festival prende il nome da una figura leggendari a “Cheoyong” che si dice apparve dal mare. E’ raffigurato da una maschera famosa.  In Ulsan  fu simbolo della città ,la più industriale della Corea. Attualmente il festival è incontro di musica, di arte , di cultura in genere. Quindi Ulsan è una finestra aperta nel mondo asiatico non sol per le industrie ma anche per la cultura.
Il giorno dell’inaugurazione, ero un ospite d’onore alla cerimonia. Il concerto di Rodrigo Leao,ha entusiasmato.  Leao,  portoghese,è pianista e  compositore  di brani dove il fado,la musica classica e il tango  si fondono in suoni e ritmi veramente belli. E  dopo il concerto d’apertura, nel teatro all’aperto, il gruppo ”Deladap” formato da musicisti serbi, bosniaci,austriaci, americani e cecoslovacchi con musiche e ritmi di chiara origine gypsy e jazz hanno coinvolto i giovani in un ballo senza fine. E  a seguire il gruppo musicale “ Watussi” proveniente dall’Australia.Il gruppo multietnico suona musica con radici afro-sud americane e di -rock& roll. E ancora balli e divertimento nella serata di apertura del festival fino alle ore tarde della notte. Ho ballato con i giovani divertendomi tantissimo. Mi sono ritrovato veramente giovane e pieno di energia.
La bella e brava Cristina Branco, definita la discepola della famosa Amalia Rodriguez, ci ha deliziato con la sua voce e con le canzoni del fado il giorno successivo. E poi il gruppo sud americano “Bajofondo” che sul ritmo del tango,ha innestato ritmi di musica moderna e di rock elettrico   . Merita essere citato,perchè ha entusiasmato nella giornata di chiusura, il gruppo Nour Ensemble.Vocalisti francesi e iraniani insieme in musiche medioevali intercalate da suoni  e musiche delle regioni dell’Iran e del Kurdistan.Voci  bellissime e melodie  che mi hanno riportato con la memoria ai canti gregoriani.
Helder Moutinho portoghese, con la sua voce melanconica  ha ricordato la vecchia  e bella Lisboa. La Lisboa del fado,gli odori  delle taverne del porto ,il profumo del vino tinto e il suono della chitarra portoghese.     Nel concerto finale , nell’ultima serata, il cantante israelita David D’or è stato protagonista indiscusso .Specialmente nel finale quando ha invocato la pace tra palestinesi e israeliani con una canzone romantica e struggente. Ritmi  a volte pacati e a trattai quasi violenti , musiche ebraiche  antiche e poi applausi a non finire. Bravissimo nel cantare una canzone di Lucio Dalla nel finale  del concerto.
Ma non solo musica al festival. Stands, ristoranti sotto le tende, divertimenti per i piccoli nel parco adiacente e poi la “parata” con majorette,maschere,banda musicale e fuochi d’artificio. Una grande evento per i cittadini e per gli stranieri residenti e per gli  artisti provenienti da ogni parte  del mondo. 
Ed ho avuto l’onore di essere invitato quale” honorary  citizen” alla parata , sfilando su un automezzo scoperto  con ad altri 9 cittadini importanti(naturalmente con sindaco) per le vie della città salutando e ricevendo applausi dalla folla assiepata ai lati della strada. Credetemi, una grande emozione che mai  avrei immaginato. E il festival si è chiuso così. Il prossimo anno, forse,ci sarà una rappresentanza  italiana, e io  qui per raccontarvi.
Silyong,(Ulsan,5 Ottobre)
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postato da: silyoung alle ore 16:03 | link | commenti (9)
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venerdì, 03 ottobre 2008

CHON DO GYO- cos'è?

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                                            CHON DO GYO- (la via del cielo)
Ancora una giornata passata all’aria aperta, immersi nei colori della natura nell’autunno appena iniziato. Anche oggi alla ricerca di luoghi mai visti, alla ricerca di cose nuove. Ed oggi ho scoperto,pur vivendo da quasi otto anni in Corea ,e quasi sempre continuativi,l'esistenza di una religione locale. Una  religione prettamente coreana praticata solamente nel paese.
Fino ad ora il mio interesse era rivolto alla conoscenza del  Buddhismo e  del Confucianesimo filosofie orientali, e la scoperta di oggi mi ha stimolato ad indagare più a fondo.
nell'ultima  domenica di  Settembre, il gruppo di studio della storia della Corea facente parte del Centro culturale di Kiounju (gjoma così è chiamato) ha organizzato un tour nei dintorni di città. In una zona collinare,ora adibita a grande parco,esiste un luogo chiamato Youngdamjeong. In questo luogo Mr. Choi Je Woo, nel 1860 ebbe l’ispirazione dall’ “ Imperatore dei cieli” e fondò una nuova religione chiamata “Chondogyo”.Era nata la religione nazionale che si combinava con elementi dello  sciamanismo,  del buddhismo e del confucianesimo ,del cattolicesimo e cristianesimo,e infondendo negli adepti lo spirito nazionalista coreano. Credere in se stessi, essere forti moralmente sviluppare una coscienza sociale erano le basi di questa religione. Mr. Choi Je Woo aveva timore che la penetrazione della cultura anglo-francese a Pechino e la religione cristiana, che si propagassero  dalla Cina anche in Corea.   Creare quindi un paradiso i terra, vivendo la realtà della vita, portare democrazia nel popolo, stabilire e difendere i diritti umani, fu la dottrina della nuova religione.
Trovo’ adepti  soprattutto nelle campagne  tra i contadini poveri a causa delle tassazioni. La nascita di movimenti antigovernativi, era il periodo di occupazione giapponese , fu una conseguenza del malessere generale. I ricchi mandavano i figli a studiare in Giappone mentre  i poveri erano costretti a vendere ciò che possedevano per sopravvivere e per pagare le tasse. Si  sviluppò  quindi un forte sentimento anti giapponese e i contadini si organizzarono in gruppi armati. Gli scontri con le truppe giapponesi di occupazione e con i soldati del governo filo giapponesi furono violenti.
Questo movimento ideologico venne chiamato Donghak. Il capo fu imprigionato e decapitato nel 1864. Successivamente il movimento divenne una organizzazione politica riconosciuta dal governo e  contava qualche decina di migliaia di simpatizzanti. Dopo la guerra Russo Giapponese del 1904 l’organizzazione si trasformo’ in movimento culturale e riformista e nacque il Cheondogyo(religione della via del cielo).   Il re della  Joson  Dinasty, king Gojong, abbracciò la nuova religione nazionale che venne organizzata   gerarchicamente come la religione cattolica.                                                                                                               Attualmente questa religione conto poco più di un milione di fedeli in tutta la Corea  del sud , che praticano  in oltre 250 chiese..
Questo venne spiegato nella mattina del 21 Settembre dal prelato che ci accolse nella sua chiesa. Tutti ,seduti a terra, ascoltammo  con interesse il suo racconto. Il mio amico Hany ,più tardi mentre camminavamo nel parco , mi tradusse a somme note quello che ho qui descritto per voi.
Ed eccoci nel padiglione che raccoglie le memorie del fondatore della religione. Un ritratto di Choi Je Woo nella parete centrale, e dei  dipinti su seta raccontano della sua vita. A fianco del ritratto il simbolo(logo) della religione. Un cerchio con al centro un altro cerchio più piccolo che rappresenta il centro della vita, della famiglia, in sintesi il centro di tutto mentre il cerchio esterno l’universo ecc. racchiude tutto.
Una mattinata veramente interessante l’ora del pranzo è arrivata. In  un locale tipico rurale: zuppa di  pesciolini  d’acqua dolce, riso, verdure e qualche bicchierino di sotju.Assaggio le prime castagne della stagione.                                                                                                                                                                                         Nel   programma del pomeriggio una visita ad un padiglione ,antica scuola rurale , del confucianesimo  e poi tutti a casa del professore per un barbecue in giardino. E la cena merita di essere raccontata a parte per l’allegria, per la bontà della carne coreana e i funghi provenienti dalla Corea del Nord (pine mushroom)che si possono mangiare crudi e che costano tantissimo.
Il ritorno a casa è molto lento,ora piove e il traffico stradale è intenso .Una doccia calda mi aiuterà a prendere sonno. Buonanotte amiche ed amici.
Silyong da Ulsan
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postato da: silyoung alle ore 07:38 | link | commenti (1)
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sabato, 20 settembre 2008

PYOCHUNGSA-due filosofie

PYOCHUNGSA: due filosofie
La stagione dei monsoni e delle piogge è alla fine. L’autunno e la primavera sono le stagioni più belle in Korea .E’ il momento delle escursioni e di vivere all’aria aperta e godere del sole e delle brezze autunnali.
E oggi ritorno a visitare un luogo che avevo trovato interessante nella primavera del 2004  : i templi di Pyochungsa   alcuni dei quali erano in ricostruzione. Infatti anni prima un incendio aveva devastato e distrutto quasi tutto.
Percorro con la mia Avante la nuova strada che da Onyang ,alla periferia di Ulsan, porta a Miryang. E’ la prima volta che percorro questa highway con un tunnel di oltre 4 km che perfora la montagna e sbocca in alto ,all’inizio della Ice Valley. E’ chiamata anche Apple valley perché la campagna è coltivata a frutteto e le mele qui sono le più prelibate e vendute in tutta la Korea. Dopo il tunnel iniziando la discesa verso valle, si incontrano case e piccoli villaggi e sulla strada gli abitanti vendono mele.
E’ metà mattina ho fatto una colazione scarsa  e una mela succosa mi fa voglia. La vecchia signora mi fa assaggiare prima una qualità , poi un’altra. Scelgo la mela  con gusto che assomiglia alle nostre “delicious”e ne compro una cassetta. Provo a mercanteggiare sul prezzo, pur sapendo che qui non si usa; lo faccio per scrutare le espressioni di sorpresa e di diniego della venditrice. Sorrido, pago e ringrazio. Mentre guido lungo la discesa per Miryang ,mangio e mi gusto la mela.
Quasi scordavo di dirvi perché viene  chiamata anche Ice Valley.  E’ una valle misteriosa, l’unica nel mondo dove soffia un vento caldo nel periodo invernale e c’è formazione di ghiaccio nella stagione estiva ,alla fine di Agosto all’altitudine di circa 600-700 metri. Probabilmente è una zona ove il clima del vicino oceano e il clima interno formano un anticiclone, piove raramente il che favorisce la produzione delle mele.
In quest’area c’è un luogo  chiamato Eoreumgol, ed è  considerato sacro perché un famoso insegnante , Yu Eui-Tae cosi dice la storia, si sacrificò per difendere la sua integrità spirituale.
Mentre vi raccontavo  sono giunto a Pyochungsa.Si racconta che un nel 654 in una mattina di primavera, il grande monaco Wonhyo che era in meditazione in un piccolo tempio,vide sopra un bosco di bambu’ delle nuvole irridescenti. Si recò in quel boschetto è costruì un tempio chiamato allora Jungnimsa dove sono visibile delle tracce ancora oggi. Questo posto cambio’ nome diverse volte e quando un principe terzo figlio del re Heungdeok , gravemente ammalato, guarì  bevendo l’acqua di un misterioso pozzo della zona,il luogo venne chiamato Yeongjeongsa e furono costruiti altri templi vicini. Il luogo è bellissimo ,chiuso tra le montagne e qui vennero a meditare e a vivere famosi monaci buddhisti.
Ma ancora una volta i giapponesi (sempre loro) durante l’invasione del 1592, bruciarono in una notte  il tempio  che aveva più di mille anni. I monaci fuggirono e il loro maestro si rifugiò sul monte Taebaek dove scrisse la storia del tempio che ancora oggi viene tramandata. Il tempio  fu ricostruito e nominato Pyochungsa  dopo diverse generazioni  dal monaco Zen , Cheonyu. E qui furono portati i grandi ritratti e le tavole di Samyeong che aveva sviluppato e insegnato il patriottismo nella shrine di Myan-myeon ( Miryang).
Gli edifici del luogo sono ormai tutti ricostruiti o riparati dopo l’ultimo incendio. Significativa la presenza di una piccola autobotte/uso vigili del fuoco  che staziona seminascosta quasi a difendere i beni culturali dal fuoco. Mi è venuto pensare che si chiude la porta quando il ladro è già scappato, capita spesso anche da noi.
L’ingresso   ai templi è comune ad altri luoghi.Un portale con le statue dei guerrieri a difendere dai cattivi immette in  un grande spazio aperto  al centro del quale ,una” Three – stories pagoda” in pietra ,costruita nel 829 e che conteneva dei resti e dei reperti ora conservati nell’attiguo museo attira subito l’attenzione dei visitatori. Ed anche la costruzione dei templi è uguale in tutta la Korea e non c’è tanta distinzione nell’architettura esterna ed interna, se non nei disegni e nei colori, ove la statua di Buddha è sempre presente.
 Due filosofie, due religioni, un solo nome Pyochungsa. Infatti a sinistra del grande spazio  c’ è un edificio, “seowon”ricostruito più volte, cambiandone più volte la destinazione secondo le volontà del momento. All’origine era dedicato alle cerimonie ancestrali per commemorare gli antichi saggi che insegnavano il confucianesimo , e usata inoltre per l’insegnamento di Confucio .Era una accademia che   ubicata nel contesto dei templi buddhisti , rimane  ora l’unico esempio   della convivenza tra Confucianesimo e Buddhismo durante la dinastia Joseon, dove il senso di giustizia, di onestà e libertà era  insegnato  e perseguito  da entrambe le  filosofie.
E ancora oggi questo luogo , è uno dei 20 posti chiamati “templestay”, si  viene qui  per meditare per due giorni nel silenzio e cercare la  propria felicità interiore. Il tutto è organizzato per insegnare e scoprire l’antica cultura dei templi buddisti koreani.I corsi sono sempre affollatissimi.
Anche oggi,  ho scattato tante  foto, saranno ricordi non solo per me. Mi fermo nel borgo vicino ai templi, Miryang non è lontana, non mi interessa vedere case con strade e auto, ho un po’ di fame ora e una  zuppa di verdure con riso è il mio pranzo oggi.
Riprendo la strada del ritorno soddisfatto delle belle ore trascorse a Pyochungsa . Ho visto ,ho imparato cose nuove della cultura di questo paese che racconterò ad altri. La bella vista delle montagne verdi ,dei ruscelli e del paesaggio mi ha riportato un attimo nel nostro paese, sulle montagne dell’altopiano di Asiago,a me caro per aver trascorso momenti  belli della mia gioventù.
Un saluto caro da …
Silyong                                                                                                                                                                                                  (da Pyochungsa,31 Agosto 2008)
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postato da: silyoung alle ore 09:40 | link | commenti (6)
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mercoledì, 17 settembre 2008

FESTIVAL DELLA MUSICA 2008
 Come ogni anno e da tanti anni, la città di Ulsan con il Culture and Art Center organizza il World Music Festival. E’ il festival più importante del genere che si tiene in Korea al quale partecipano numerosi gruppi stranieri.Quest’anno il festival è sponsorizzato dalle Ambasciata del Portogallo e dell’Australia oltre che sponsors locali..
Quattro giorni di musiche, di balli, di suoni, di divertimento, dal 2 al 4 Ottobre prossimo. Rodrigo Leao e Cristina Branco con le melodie e le storie del fado sono sicuro che incanteranno il pubblico sin dall’apertura del festival . Ci sarà come sempre tanta gente,  agli spettacoli si assiste gratuitamente grazie alla Ulsan City Hall che sponsorizza.
Non perderò occasione di essere presente ogni giorno per ascoltare della buona musica. Quest’anno per la prima volta in Korea il gruppo  Nour  Ensemble presenterà un mix di musica araba e occidentale:due culture musicali, due mondi diversi che si avvicinano.
Se vi interessa esplorare il sito ed ascoltare qualche brano usate questo link:
Ritornerò a raccontarvi dopo il festival.Ciao
Silyong  da Ulsan,
postato da: silyoung alle ore 14:57 | link | commenti (1)
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lunedì, 15 settembre 2008

Un Matrimonio..

Un matrimonio..
Il pomeriggio è sereno, un vento leggero soffia dal mare .Nelle acqua della foce del Taewa due tavole veleggiano  come gabbiani,i surfisti si divertono. Mi sto dirigendo,sulla strada che costeggia il fiume, verso una wedding  hall alla periferia della città.
 Il luogo scelto per la cerimonia è la Ulsan Convention Wedding Hall, una grande sala sotto le gradinate dello stadio del baseball. La cerimonia è prevista per le 15.00, ma è usanza arrivare in anticipo per incontrare i genitori degli sposi e per consegnare i regali. Corone di fiori abbelliscono l’ingresso alla sala.
Sono stato invitato da un amico, manager nel cantiere ove lavoro. Si sposa sua figlia ,ed avere tra gli ospiti uno straniero,è segno di distinzione. C’è tanta gente, tanti VIP , mi fermo a salutare il CEO e altri vice presidents invitati alla cerimonia, mi intrattengo con loro e poi raggiungo il mio amico con la moglie e il figlio. Sono in piedi a lato di un tavolo dove due  incaricati ritirano e registrano i regali. A destra nell’ingresso la famiglia della sposa,a sinistra la famiglia dello sposo. E’ usanza portare in dono del denaro che la copia utilizzerà in seguito. Consegno la mia busta e vengo registrato mostrando l’invito. Sono molto curioso: avevo assistito anni fa al matrimonio di una mia segretaria a Busan , ma questa volta credo che il matrimonio sarà più sfarzoso data la posizione delle famiglie nel contesto sociale.              
Entro nella sala ove già tante persone attendono sedute ai lati del passaggio centrale . La corsia dove passeranno gli sposi ha un lungo tappeto color oro. Due hostess attenderanno a metà corsia la copia che scorteranno sino al podio  ove una persona ,scelta dalla copia e dalle famiglie, avrà la funzione di pubblico  testimone alle  le nozze.
 Alle 15 esatte, qui tutto è organizzato sulla tempistica,musica antica coreana che anticipa l’apertura della porta. Lui lo sposo è  in attesa e dopo aver preso la  mano della sposa , l’accompagna tra gli applausi dei presenti  verso il podio. Inchino di rito verso tutti e poi la cerimonia civile.
Lui veste un abito grigio chiaro con risvolti  di velluto nero sul colletto e tasche della giacca.               Le donne il giorno del matrimonio sono sempre stupende e la felicità del momento le rende ancora più belle. Lei ,  bellissima veste un lungo abito bianco con strascico , le spalle sono  nude. L’acconciatura regge un lungo velo bianco  finemente decorato  e ricamato molto più lungo dello strascico dell'abito.
L'uomo testimone fa raccomandazioni e indica quali sono i diritti della sposa, più che  quelli dello sposo. Gli sposi si scambiano promesse davanti a tutti e quindi  il via per   le  foto con i famigliari, foto di gruppo e foto con gli amici . Tutto è organizzato alla perfezione. Per le fotografie ,una ragazza con mansioni di regista sistema la copia in posa e a suo ordine il fotografo e cineoperatore sono pronti per i click. E’ più lungo il momento delle foto che la cerimonia in se stessa. Il lancio del mazzo di fiori verso una futura sposa già scelta tra il gruppo di amiche, è tutto coordinato. La regista indica la posizione della ragazza dietro la sposa, e al suo ordine lancia il mazzo di fiori, che naturalmente viene raccolto al volo mentre i flash delle fotocamere illuminano la scena. Tutto perfetto tutti felici ed ancora applausi. Mi vogliono nella foto di gruppo vicino alla sposa, e vi confesso che è stata una emozione trovarmi in quell’occasione insieme agli sposi e a tanti giovani
 Ma la parte più’ importante dove solo i familiari assistono, è la cerimonia riservata che si svolge  secondo l’antica tradizione. Gli sposi si cambieranno  d’abito.Sono invitato quale ospite di riguardo e amico di famiglia alla cerimonia riservata.  
 In una piccola sala adiacente e’ sistemato un tavolo con tanti dolci  coreani a base di riso .Dei cuscini  sono sistemati ai lati della saletta; da un lato si siederanno i genitori dello sposo e dal’altro quelli della sposa. Un gruppo di donne, sono zie e parenti dello sposo, vestite con gli abiti tradizionali colorati e bellissimi,mi vogliono per una foto. Non posso negarmi e sorrido con loro. Certo una foto con un uomo ancora piacente, vestito con eleganza, italiano come hanno saputo,sarà per loro un bel ricordo. Mi tolgo le scarpe e mi siedo nel modo orientale vicino a loro,dopo  l'1-2-3 del fotografo sorridiamo e  siamo immortalati.
La cerimonia antica inizia con i genitori dello sposo che prendono posto seduti a terra su cuscini, davanti a loro il tavolo con i dolci. Entra la copia accompagnata da una signora nel vestito tradizionale che istruisce e da ordini. Gli sposi vestono  abiti bellissimi, e’ veramente una bella copia. L’abito rosso e oro della sposa è ricamato con fiori e disegni. Il copricapo e l’acconciatura sono stupendi,lei sembra una principessa, come quelle che si vedono nelle soap opere alla TV. L’abito sarà conservato per tutta la vita secondo la tradizione. Lui, veste l’abito principesco , blu chiaro, con ricami sulle spalle e sul dorso. L’emblema del drago, simbolo dei re di Silla in rosso e oro è segno di forza e potere. Il copricapo dello sposo è  simile a quello che indossava il king nelle riunioni con i dignitari di corte. Gli abiti ricordano storie antiche nella Korea dei tre regni e in particolare quello di Silla.                                                                                          
La sposa incede con fatica, è evidente il suo ventre gonfiato sotto l’abito, simula di essere gravida, e viene aiutata a dall’inserviente a inginocchiarsi sul tappeto davanti ai genitori di lui. Lo sposo, rivolto al padre gli indica  la donna che porta a casa per moglie e che darà figli alla famiglia. Aiuterà la madre nei lavori di casa che gli verranno assegnati secondo l’antica tradizione  e la sposa sarà sempre subalterna alla madre di lui. Ora gli sposi  seduti uno di fronte all’altro e davanti ai genitori di lui, tendono un telo bianco decorato e ricamato. Su questo la madre getta delle castagne, augurio per tanti figli. Detto tra noi , molte giovani copie non amano aver tanti figli come nel passato,e la tradizione lentamente viene scordata. Il vivere moderno, le esigenze, le difficoltà economiche hanno posto un cambiamento nelle tradizioni e le donne vogliono essere giustamente indipendenti nelle loro scelte di vita.E inoltre molte donne desiderano avere un lavoro che non è solo quello di casa e famiglia.
La cerimonia  continua  con il servire il te ai genitori di lui. La sposa versa il te in una tazza di ottone(questo metallo era usato per la posateria antica),che porge al suocero e poi subito  un’altra tazza alla suocera. Bevuto il te,  Il padre di lui trae di tasca una busta con del denaro e fa dono al figlio posandola sul tavolino. Lo sposo si alza e la sposa aiutata dalla inserviente lo segue. Lui prende sulle sue spalle la madre e la sposa l’aiuta a sorreggerla mentre fanno il giro intorno al tavolo. E’ significativo questo,che davanti a testimoni confermano che avranno sempre cura dei genitori. E’ con questo atto la sposa entra ufficialmente ed è accettata  nella famiglia di lui assumendone anche il cognome.
 Ora è il turno dei genitori della sposa e  si ripete la cerimonia del te. Alla fine , finalmente soli uno davanti all’altro,la sposa offre il te anche al marito. Lui offrirà poi il te alla moglie . Quindi  davanti a tutti un bacio sulle labbra chiuse, ma questa è usanza moderna, segno che le tradizioni cambiano.
E’ stata una bella cerimonia, una giovane e bella copia,un uomo e una donna innamorati  iniziano una vita in comune .Ho augurato  a loro tanta felicità e di essere sempre insieme. E’ bello vedere i sorrisi delle persone che si amano.
 Silyong
(Ulsan ,24 Agosto)
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postato da: silyoung alle ore 05:38 | link | commenti (4)
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