Mi piace la poesia.La poesia è sogno, è tristezza è gioia ma è vita.
La città di Ulsan, la quinta citta della Korea del Sud, con oltre un milione di abitanti, è la città industriale per eccellenza. Costruzioni di automobili ,impianti petrolchimici,cantieri navali danno lavoro e benessere ed è effettivamente una delle città più ricche. A pochi chilometri, invece l'antica capitale del regno di Silla è circondata dal verde delle colline e vive di turismo. Templi antichi, musei,tombe di re raccontano della cultura religiosa e civile,i petrogliphici invece della storia antica, più antica di quella dei romani.
Sono rientrato in Italia da due giorni per una breve vacanza e ieri, con mia sorpresa , con una telefonata mi hanno comunicato che mi è stata conferita la Cittadinanza Onoraria.La Tv locale e la stampa ne hanno dato risalto. Tre sono i cittadini stranieri che hanno avuto questo onore, un greco, un inglese e io. Il primo e unico italiano che ottiene questa onorificenza.
Una delle motivazioni,oltre all'attività professionale che svolgo da diversi anni nella città di Ulsan,è di aver divulgato la conoscenza della storia e della cultura di Ulsan e della Korea all'estero. A fine Luglio ci sarà la cerimonia ufficiale con la consegna della onorificenza.
Vi confesso che la notizia mi ha emozionato e mi ha reso felice.Desideravo raccontarvi di ciò, perche' ho utilizzato a volte questo blog per raccontare delle tradizioni coreane.
Silyong
da Ulsan 30 Giugno 2008
Una giornata diversa..
Negli ultimi mesi il lavoro mi ha concesso poco tempo libero.Ma Domenica scorsa ho accettato l’invito degli amici del Museo nazionale di Kiouju per un tour culturale. Avevo già visitato alcuni anni orsono quei luoghi,ma la voglia di evadere dalla quotidianità mi ha spinto ad accettare l’invito.
Il raduno è nel piazzale davanti al museo. Il coordinatore chiede di metterci in fila con gli altri occupanti delle nostre auto. Nella mia fila sono insieme a Hany ,l’amico fotoreporter. Altre due persone vengono aggiunte alla mia fila, una gentile fotoreporter del giornale di Kiounju e un professore di scuola media,viaggeranno con me..
Bandierina gialla fissata al cofano posteriore, bandiera blu per il capofila. In fila con le auto si percorre un tratto di strada cittadina e dopo 10 minuti ci si inoltra in una stradina larga quanto necessario per il passaggio di un carretto. Campi preparati per la piantagione del riso da un lato, case antiche di contadini dall’altro. Scopro che la fotoreporter che la chiamero’ Violet( suo nome occidentale)e che parla un pò inglese, è anche poetessa ; ha pubblicato due libri di poesie. Le chiedo delle sue poesie e subito sottovoce con un tono dolce, amorevole, mi recita una poesia dedicata al fiore d’azzalea. E’ un piacere ascoltare la sua voce. Naturalmente recita in koreano,non capisco il significato delle parole ma credetemi la sua voce mi ha incantato. Il professore non ha mai aperto bocca,salvo dire good o OK secondo il caso. E’ primavera, e il paesaggio con i nuovi colori e’ veramente bello.
La prima tappa è la visita alla tomba reale di King Talhae di Silla .Secondo la leggenda,la regina di un antico regno ( Dapana Kingdom) a nordest del Giappone, partorì un grande uovo dopo essere stata incinta per sette anni,(povera donna se fosse stato vero!!!). Credendo fosse un cattivo presagio, la regina lo mise in una cassa su una barca che lasciò andare per il mare. Dopo tanto tempo la barca raggiunse un villaggio sulla costa del mare dell’est (Ajinpo). Una vecchia donna trovo’ la cassa e apertala vide un bimbo ancora vivo. Lo portò nella sua casa, lo curò e lo allevò come fosse un suo figlio. Gli diede il nome di Seok jak(gazza) perché aveva visto molte gazze svolazzare sopra la barca e cinguettare “jak.. jak…., come fanno le gazze.
Quando il bimbo divenne adulto , sali al trono di Silla,il re aveva 52 anni. Secondo il libro antico della storia dei tre regni,il re’ alla sua morte fu sepolto sulla collina di Yangjeong.Un altro libro antico sulla storia di Silla, racconta invece che il re fu sepolto in mare e successivamente la sua immagine fatta di polvere di ossa fu sepolta qui dove c’è la tomba. Leggenda e storia ancora una volta stimolano la fantasia alla ricerca del vero ed alla scoperta del mistero.
Tutti seduti a terra in semicerchio sotto l’ombra dei pini davanti al tumulo,ascoltiamo il professore che spiega e racconta. Altra gente passeggia nel prato, bambini si rincorrono e giocano a pallone è domenica finalmente , la scuola è chiusa. Non capisco il koreano, Hany mi spiegherà dopo. Fotografo ogni cosa che mi piace, la pagoda, il tempietto eretto li vicino, fiori , magnolie,e ancora fiori che non so il nome ma sono bellissimi.
Alle spalle della tomba un sentiero ripido in mezzo al bosco ci porta sulla cima di una collina . Sono tra i primi, curioso di scoprire e vedere le cose per primo, e dietro in fila indiana le persone che salgono un po’ ansimando come ho fatto io. Non sono più allenato al climbing,l’inverno mi ha un arrugginito.
Sulla cima della collinetta una roccia, sulla quale Ialpyeonggong il progenitore del primo clan di Kiounju, disceso dal cielo, ha posato il suo piede. Da questo luogo si vede sotto di noi la città di Kiounjù. Sempre secondo il libro antico della storia dei tre regni, in questa zona c’erano sei villaggi. Uno di questi era chiamato Yangsangchon e esisteva un tempio chiamato Damamsa.Il capo del villaggio Alpeyong era sceso dal paradiso e divenne il progenitore del primo clan. Anche qui leggenda e storia vengono raccontate dal professore ed ascoltate con interesse da tutti. Ancora foto,non le conto, ma alla fine della giornata ne ho scattate più di 200.
Con attenzione ripercorriamo il sentiero in discesa. E’ ora dello spuntino. Dagli zaini e dai sacchi togliamo ciò che ci siamo portati da casa. Ci scambiamo del cibo, un modo simpatico per affermare amicizia. Oggi ho pane, formaggio parmigiano trovato a fette in un supermarket di Ulsan. Come immaginavo Hany si mangia il mio formaggio con la baghette, io mi mangio il suo kimbap (riso avvolto in alga di mare)preparatogli dalla moglie, la birra però me la bevo io!!. Il tour culturale non è finito,abbiamo altri tre siti da visitare prima di sera. Vi racconterò in seguito altrimenti rischio di annoiarvi e di perdervi come lettori e poi come amici…..Un abbraccio affettuoso dalla capitale del regno di Silla. Ciao
Silyong
(Kiounju 6 Aprile 2008)


" I MUSICI “ AD ULSAN
Ed ecco che dopo Seoul I MUSICI ad Ulsan. Il complesso ormai famoso ovunque è ritornato in Korea ove la musica classica e operistica è seguita con attenzione forse di più che non da noi in Italia.Dodici musicisti,(6 violini, 2 viola, 2 violoncelli, 1 cembalo e 1 contrabbasso) guidati da Antonio Salvatore con la musica di Nicolò Paganini hanno deliziato il pubblico.
Lo Hyundai Art Center il secondo teatro di Ulsan, era pieno. Mi ha accompagnato al concerto una deliziosa e bellissima giovane donna. Insegnante di Inglese in una scuola superiore,parla correntemente francese e italiano. Sta studiando il Giapponese, che già parla abbastanza bene e lo spagnolo. E’ appassionata di lingue straniere. Amante della musica, suona discretamente il piano.
Siamo diventati amici conoscendoci ad un concerto all’Ulsan Art center lo scorso Ottobre. Poi ci siamo ritrovati con un'altra sua amica ,soprano, ad ascoltare La Tosca.
Nel programma naturalmente “ Le Quattro Stagioni” di Vivaldi,” il Carnevale di Venezia” di Paganini, La Serenata .13 di Mozart,Sonata a quattro di Rossini, e poi Strauss II, Manuel de Falla, Astor Piazzolla con “Verano porteno”.
Antonio Anselmi al violino ha eseguito un arrangiamento particolare DEL CARNEVALE DI VENEZIA.
Bravissimi tutti e devo citarli:Antonio Salvatore,Antonio Anselmi,Marco Serino, Claudio Buccarella,Pasquale Pellegrino, G.Luca Apostoli, Massimo Paris,Silvio Di Rocco;Vito Paternoster,Pietro Bosna, Giancarlo De Frenzae Francesco Buccarella.
L’ultimo brano koreano con la” Children Song” ha fatto alzare gli spettatori in piedi per un lunghissimo e caloroso applauso.
Sono stato felice, una parte della nostra cultura musicale ha trovato un ulteriore consenso in questa città dove si parla di automobili, raffinerie e cantieri navali.
Una serata bellissima insieme ad amici koreani ascoltando della bellissima musica.
Prossimo appuntamento l’8 Aprile all’Ulsan Art Center per un concerto dell’orchestra del teatro.
Silyong
(da Ulsan, 25 Marzo 2008)
Carissime amiche e amici.Qui ove sono, non si festeggia la Pasqua come da noi. I calendari locali non riportano questa festa.Tuttavia il ricordo delle persone care e degli amici è sempre presente ed è più forte nei giorni che in cui le tradizioni antiche sono rivissute insieme.
Domani giorno di Pasqua,sarò in gita con gli amici del gruppo culturale del Museo di Kiounju. Ci saranno anche quelli che studiano la cultura del Confucianesimo e ciò che ha lasciato nella korea antica e moderna.Vi racconterò dei luoghi che visiteremo domani.
E' primavera,le magnolie sono in fiore :è uno spettacolo vedere i parchi fioriti. I ciliegi stanno fiorendo ,tra dieci giorni la fioritura sarà completa. Il ciliegio qui in Korea come in Giappone è quasi venerato.Organizzano gite e tour per vedere i parch fioriti nelle varie citta' e sulle colline.
E' Pasqua e sono vicino a voi tutti anche in quest giorno. Il mio affetto la mia amicizia è con voi. Tenetela vicina, trovate un posticino per me nel vostro cuore almeno in questo giorno. Non mi sentiro' solo o lontano.Auguri. auguri. auguri. Un bacio però ci sta bene.tra poco vi raggiungerà.Ciao
Silyong da Ulsan
dalla lontana Korea un abbraccio affettuosissimo a tutte le donne del mondo.
Silyong ,da Ulsan
E’ partita.
Ricordo come fosse ora il giorno d’Agosto 2007 in cui iniziavo il nuovo progetto.
Una strana emozione mi aveva preso quel giorno,lavoravo con entusiasmo. Certamente non pensavo che il distacco, la partenza dopo qualche mese sarebbe stata così dolorosa. Sei mesi di sacrificio, di continua attenzione,di impegno estremo in cui non distingui le ore libere dalle ore di lavoro. Le ore di riposo sono poche e ti dimentichi di averle.
Finalmente dopo sei mesi la prima nave è partita. Al fischio di saluto nel momento in cui lasciava l’ormeggio per prendere il viaggio che durerà tutta la vita,non ho potuto trattenere le lacrime. Vedevo nella nave una parte di me che se ne andava. Ho provato dolore come fosse una figlia che parte e che non avrei forse più rivista. Questo ho provato e non sono riuscito a nasconderlo. Ogni partenza un dolore immenso che il pianto riesce solo a stemprare.
Ma la realtà ti scuote, la realtà ti richiama a nuovo lavoro,a nuovi sacrifici. E ancora con entusiasmo giovanile inizio il secondo e terzo progetto quasi in contemporanea. Ancora una volta sono conscio che avrò poco tempo per me. Lo dedicherò con amore e passione alle due nuove figlie e sono sicuro che l’ultima sarà sempre la più bella.
Arrivederci in quel di Giugno per un po’ di relax al mare in attesa di fare bella anche l’ultima nave che partirà a Novembre.
Scusatemi amiche ed amici per la mia poca presenza in questo periodo,ma vi confesso che ogni sera prima di coricarmi,vi leggo sempre.
Un abbraccio affettuoso.
Silyong ,da Ulsan
Ne hanno scritto i giornali, parlato alla Tv ,la notizia ha girato il mondo.
E' bruciata una delle quattro porte antiche del muro che circondava Seoul nel periodo Joseon 1392-1910 ( antico regno di questa terra orientale). La porta sud la più famosa, attraverso la quale entravano nell'antica Seoul gli ospiti starnieri, è stata dolosamente incendiata e le strutture in legno completamente distrutte.
Era considerata il tesoro storico n. 1 della Korea .Aveva subito danni nel periodo dell'occupazione giapponese e nella guerra di Korea 1950-53 dove era stata bombardata. Ma poi era stata ricostruita come all'origine 45 anni fa. Era il simbolo della citta'.La notizia mi ha data grande dispiacere, essendo appassionato della storia e della cultura koreana.
Vado abbastanza di frequente e Seoul e spesso passavo per la piazza ove c'era la porta sud. A Settembre in una visita a Seoul l'avevo visitata e fotografata. Quindi era anche un caro ricordo per me.
Il gesto di uno squilibrato in un attimo ha distrutto ciò che per tutti era ricordo di storia ,tradizione e cultura.
Verrà ricostruita ancora una volta, E spero tra tre anni di poterla rivisitare e mirare ancora lo spelndido drago che era dipinto sulla volta dell'ingresso.

Silyoung da Ulsan

E’ L’ANNO DEL TOPO-
Seollal- .Lunar New Year!! E’ arrivato il capodanno lunare. Oggi si festeggia il topo, l’anno del maiale da noi spesso chiamato porco ,è ormai alle spalle.I nati nell’anno passato (quante donne hanno cercato di anticipare la nascita del nascituro al vecchio anno), saranno fortunati. Il maiale porterà a loro la ricchezza e il benessere economico. Così vuole la tradizione per i nati sotto questo antico segno zodiacale cinese. Oggi 6 Febbraio è capodanno del calendario lunare, si spera sempre che ogni anno nuovo porti fortuna serenita’ e pace. E’ l’anno del topo quindi. Auguri al” topo” alla” topa”ai topi tutti, topini e toponi. Le “pantegane” non mi piacciono, niente auguri quindi.
La citta’ dove lavoro e abito, oggi e quasi deserta. Poche auto sulle strade, negozi chiusi, molti bambini nel parco in questa giornata soleggiata ma freddina.
Il Seollal è una festività molto sentita, un pò meno che in Cina, ma anche qui la gente ritorna nella città natale per ritrovare parenti e amici.Sono giorni di vacanza attesi dallo scorso Settembre dopo le festività del Chousok. Ritorneranno tra una settimana circa per riporendere il lavoro. Le città rivivranno della vita spesso convulsa.
Quasi 4 milioni di auto al giorno sulle strade, l’85% delle persone viaggia su 4 ruote in questi giorni.I tempi di percorrenza diventano quasi il doppio per il traffico intenso.
Ieri sera ho fatto provviste per alcuni giorni anche se potrei sopravvivere consumando alcuni lardelli che mi ritrovo. Ho comprato vino, pane(elementi base per vivere),della carne del pesce e verdure.Domenica ritornerò a fare spesa.
Oggi capodanno ,attività sospese ovunque. Nel cantiere stiamo lavorando in una quindicina , siamo un gruppo di diverse nazionalità e culture, impegnati per un progetto che finirà tra due settimane.Poco tempo per distrarsi, poco tempo quindi per dedicarmi alle care amiche e a splinder .Mi riprometto sempre di trovare uno spazio libero nella giornata o alla sera.
Ma sogno, trovo il tempo per sognare, il sogno per me è vita. Il sogno mi da forza, speranza, impulso per creare, immaginare, vivere alla fine.. e immagino e vivo per:
Un amore unico, infinito,
senza speranza.Amore giovane
bello, pulito immenso.
Unico amore sognato,desiderato
per un solo sogno di una notte.
Amore poi negato, amore reciso
come un fiore profumato
reciso appena fiorito.
Profumo di rosa vera
ora seccata, finita .
Amore mio, unico amore
strano, lacerato amore vero
come è vera la vita che vivo.
Amore che non si scorda
legato per sempre alla mia vita.
Questo è per me l'amore.
Silyong
(da Ulsan 6 Febbraio 2008)

Amiche e amici cari,
i giorni passano in fretta,gli impegni non lasciano spazio a dolci pensieri e al riposo quanto mai necessario.Quante cose avrei voluto raccontarvi,dire di me, di quanto ho visto e vissuto in questi ultimi mesi. Rimangono solo appunti, fotografie che spero ricordare dove scattate. Ricordi che sulla carta vanno sbiadendo.Quanto avrei voluto essere vicino a voi o almeno richiamare la vostra attenzione ed aver il vostro affetto sincero attraverso un commento. Perdonatemi amici,ho sempre detto "vi racconterò" e ogni volta pronto a farlo, pronto a rivedere le bozze, mi sono fermato.Altri impegni mi hanno distolto da essere con voi. Impegni di lavoro, non di amori, non di avventure( il tempo per quelle è passato da tanto).Il lavoro mi impegna forse più del necessario,ma è valvola di sfogo, mi ha aiutato a superare un periodo difficile della mia vita. Periodo in cui gioia , dolore, felicità amore erano il vivere quotidiano.Sono rimasti molti ricordi belli, tanti brutti che ancora fanno soffrire. Ma si va avanti con fiducia e con i sogni.I sogni mi fanno immaginare, vedo dei targhets lontani , sogno per questi e vivo.So già che molti non potro' raggiungerli o ottenerli, ma provo, non rinuncerò mai.
E ora carissime amiche e amici, è grande il desiderio di abbracciarvi tutti con affetto, stringervi a me, baciarvi una ad una, uno ad uno e dirvi grazie di essermi vicino.E con l'abbraccio chè è augurio di buona fortuna,di salute, di felicità di amore nella vita e nella famiglia , sussurro BUON ANNO-HAPPY NEW YEAR 2008.Ancora un bacio.
Silyong, .....29 Dicembre 2007
Karatsu e Hakata

Ho dormito a Saga. E’ una città nell’isola di Kyushu, a circa due ore da Fukuoka; è famosa per la ceramica, la cui tecnica è stata importata dalla Cina e dalla Korea nei secoli scorsi.Il lavoro mi ha portato ancora una volta in Kyushu, la grande isola meridionale del Giappone, dove Nagasaki , città conosciuta per un fungo che la distrusse,ora è famosa per i cantieri navali e per le industrie. Ho parte della mattina e tutto il pomeriggio del sabato disponibile. Andrò a visitare Karatzu e il suo castello. Ritornerò a Fukuoka nella tarda serata e domattina riparto per la Korea con la nave.
Il pulman di linea non fa fermate intermedie e in un’ora sono a Karatzu.La baia è bellissima e da lontano si vede la sagoma del bianco castello sullo sfondo azzurro del mare e del cielo.
Il castello fu costruito agli inizi del 1600 su una collina, poi separata dall’isola di Mitshusima da un canale costruito dall’uomo.E’ quindi un castello fortificato in riva al mare :Il tempo lentamente e l’incuria lo avevano distrutto,negli ultimi anni èstato riscostruito e riadattato a museo della storia locale.E’ il simbolo della cittadina. A questo castello venne dato il nome di Maizuru che significa dancing crane, ma che nella trasposizione delle parole in realtà veniva definito il “castello della gru danzante”.E’ bellissimo nell’archittettura semplice e tradizionale. Le scale di legno sono state sostituite con scale in cemento e nelle sale bacheche e vetro proteggono i reperti.Di particolare interesse del vasellame antico in porcellana con disegni di fiori e di uccelli.Armature e vesti di antichi samurai e guerrieri attirano la curiosità dei ragazzini delle scuole nelle loro divise da marinaretti.
Tre piani, e dall’ultimo la balconata esterna è sempre affollatissima per guardare e fotografare un paesaggio bellissimo verso il mare e verso le montagne vicine.
Decine di foto a ricordo di questo viaggio . Sosta per colazione in un ristorante sul mare.Separè addobbati con semplicità ma molto belli. Seduto sul pavimento riscaldato, la ragazza indossava kimono semplice ma molto bello, calze bianche con dita e ciabattine colorate, mi ha servito subito un te caldo. E poi...e poi sushi naturalmente con sakè.Le pietanze in bellissime stoviglie decorate, le bevande in bicchieri e tazze di ceramica dalle forme molto belle. Mangiare cosi sembra che il cibo acquisti sapore .
Nel ritorno a Hakata con l’ express bus si segue la costa ,e il paesaggio verso il mare con il sole al tramonto è bellissimo.Arrivo in albergo con il buio; la doccia mi toglie la stanchezza. A due passi c’è il ristorante italiano “La Manina” al quinto piano del Riverain.
Sulla locandina sotto il nome del ristorante è scritto:”il nostro obiettivo è soddisfare le aspettative del cliente”.Sono venuto dall’ITALIA.
Mangio mozzarella , pomodori e rucola. Spaghetti con le vongole e poi formaggio grana padano tagliato a fettine(ho detto che lo devono servire a scaglie). Bevo vino bianco di Iesi .Correggo a matita alcune parole italiane scritte del menù.Ne terranno conto nella ristampa, ha detto lo chef..Tutti giapponesi, ho chiesto dell’italiano:non l’hanno mai visto e non sanno chi è. Cosa strana.: gli spaghetti li portano a tavola accomodati su un quarto di forma di grana padano.Da qui li mettono poi nel piatto e riportano il quarto di forma in cucina. Il conto circa 50 euro in yen, non è tanto caro per il giappone.
Soddisfatto della giornata, ritorno in albergo, camera 404 .E’ora di dormire.
Silyong
( da Hakata,16 Dicembre 2007)